Alessio Chiodini. intervista esclusiva: pazzo d’amore… per la recitazione!

Alessio Chiodini in compagnia di Patricia Varvari

INTERVISTA AD ALESSIO CHIODINI – Dalla fiction “La Ladra” a “Don Matteo”, fino al cinepanettone natalizio con Christian De Sica e Sabrina Ferilli, ne ha fatta di strada. Stiamo parlando di Alessio Chiodini, il giovane attore romano che è stato acclamato da pubblico e critica e dopo aver militato nella tv e nel grande schermo, sarà a teatro tra pochi giorni, dove la messa in scena di un testo intenso, il ritmo scandito dai silenzi di una strana realtà, nonché la pazzia del protagonista, lo metteranno a dura prova… ma in fondo, da bravo interprete, riuscirà a cavarsela, perché come diceva Mel Gibson “l’arte di recitare è mentire”.

Il tuo stile come attore è…
Naturale… Miro alla naturalezza, cerco di trovare i punti in comune con il personaggio che devo interpretare. Non tutti i ruoli sono congeniali e vicini al proprio sentire, a tal punto da renderli totalmente naturali durante l’interpretazione, ed è lì che interviene lo studio, la tecnica.

Ti ispiri a qualche star?
A Christian De Sica. È una persona squisita.

Ed hai anche avuto l’occasione di lavorarci nel film Vacanze di Natale a Cortina…
Sì, ed è stato un sogno ad occhi aperti.

Usi il metodo Stanislavskij?
Sì, lo uso per approfondire a livello psicologico il personaggio e faccio una ricerca di affinità tra il suo mondo interiore e il mio. È una tecnica che si basa sull’esternazione delle emozioni interiori attraverso l’interpretazione e la rielaborazione a livello intimo.

La parte che ti ha creato più problemi nel recitarla?
Dal 13 marzo, a Roma, sarò al Teatro Petrolini… Il ruolo più ostico si riferisce a questo spettacolo o meglio al personaggio che interpreto in questo spettacolo. Si tratta di un cowboy ed ha un vissuto talmente distante dal mio, per epoca ed età, che è stata dura. In più, ha un carattere particolare, oltre ad una patologia… Non è stato semplice calarmi nella parte.

Quindi a breve ti vedremo dal vivo?
Sì. Lo spettacolo si chiama Pazzo d’amore per la regia di Antonio Nobili.

Un consiglio a chi vuole intraprendere la tua stessa carriera?
Studiare, ottimismo e… studiare, sempre. Mi reputo molto fortunato, perché ho iniziato da zero e quando facevo l’Accademia di recitazione ho incontrato delle persone che mi hanno aiutato nel mio percorso. A 18 anni, ho iniziato a studiare e dopo un po’ sono entrato in un’agenzia di management artistico ed ho iniziato subito a lavorare come attore. Comunque, l’importante è non arrendersi mai e ripeto… studiare in continuazione.

 

Silvia Casini

Locandina di "Pazzo D'Amore"