Ancora difficile la situazione in Siria: Russia e Lega Araba chiedono di fermare le violenze

Carro armato in Siria (Getty Images)

CRISI SIRIA – Non si fermano le violenze in Siria, mentre la diplomazia internazionale moltiplica gli sforzi per scongiurare l’escalation di morti che da un anno funesta il Paese e che negli ultimi mesi si è fatta particolarmente cruenta. Ieri, il delegato delle Nazioni Unite, l’ ex segretario generale, Kofi Annan si è recato a Damasco per incontrare il presidente siriano Bashar al Assad, nel tentativo di ottenere un cessate il fuoco e fermare il massacro di civili- Ma ogni sforzo è caduto nel vuoto. Assad ha infatti accusato i “gruppi terroristi armati” di non volere una soluzione pacifica della crisi. “La Siria è pronta a contribuire agli sforzi per trovare una soluzione politica”, ha detto Assad a Kofi Annan, “ma – ha aggiunto – nessun dialogo politico può avere successo in presenza di gruppi terroristi armati che creano il caos e mettono in pericolo la sicurezza attaccando i cittadini e le proprietà“. Il presidente siriano ha quindi accusato i “Paesi stranieri” di dare “un’immagine degli eventi” in Siria “che è l’opposto di quanto avviene in realtà”.

Ieri, pesanti bombardamenti hanno colpito la città di Idlib nel Nord-Ovest del Paese, dove, stando a fonti dell’opposizione, sono morte oltre trenta persone, in prevalenza combattenti. Mentre sarebbero 15 i civili morti ieri nel Paese.

Nel frattempo, al Cairo, si è tenuto un incontro sulla crisi siriana tra i ministri degli Esteri della Lega Araba e quello russo, Serghei Lavrov.  I ministri arabi e russo hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta con cui hanno lanciato un appello per la cessazione delle violenze nel Paese “qualunque ne sia l’origine”. Confermando l’appoggio a Kofi Annan nella sua opera di mediazione tra governo siriano e opposizione, la Lega Araba e la Russia hanno chiesto che in Siria venga attivato un controllo neutrale, senza nessuna interferenza straniera, e che venga dato accesso all’assistenza umanitaria.

Non tutti i Paesi della Lega Araba, però, hanno espresso le stesse posizioni: nelle dichiarazioni individuali il ministro degli Esteri del Qatar, Hamad ben Jassem al Thani, ha affermato che è giunto il momento di “inviare forze arabe e internazionali in Siria”, dove “è in corso un genocidio sistematico da parte del regime di Bashar al Assad”; “non possiamo perciò accettare solo un cessate il fuoco”, ha aggiunto. Il Ministro degli esteri saudita, Saud al Faysal, invece, ha affermato che il veto di Russia e Cina alle due risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu dei mesi scorsi “ha permesso la continuazione delle uccisioni”.

Kofi Annan ieri ha espresso “profonda preoccupazione” al presidente Assad per la sanguinosa repressione in atto in Siria.

Redazione

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