Caso assurdo di Malasanità: per una diagnosi sbagliata perde gambe, mani ed un occhio

Tabitha Mullings

LA MALASANITA’ COMPIE DANNI IRREVERSIBILITabitha Mullings, donna newyorchese di 35 anni, uno dei primi giorni di settembre del 2008, comincia a non sentirsi bene ed avere forti dolori. Arriva di corsa in ospedale, dove i medici che la soccorrono le diagnosticano dei “semplici” calcoli renali, le predispongono un semplice antidolorifico e la rimandano a casa. La ragazza però continua a sentirsi male e dal suo appartamento chiama altre due volte il numero per le emergenza negli Usa, il 911. I medici insistono nel dirle di stare tranquilla, che i dolori passeranno e che non c’è bisogno di tornare in ospedale.

Passano 24 ore ma la situazione diventa insostenibile per la povera Tabitha: i dolori sono così forti che il compagno la accompagna di nuovo in Ospedale. I medici del nosocomio, dopo una visita più accurata, si rendono conto che la situazione è degenerata, dato che c’è una gravissima infezione che ormai coinvolge tutto il corpo.

Tabitha entra in coma e viene immediatamente operata ma, per salvarle la vita, la donna subisce l’amputazione di tutte e due le mani e delle gambe fino alle ginocchia, con anche la perdita di un occhio. Tutto questo per un diagnosi sbagliata da parte dei medici, un caso di malasanità di una leggerezza inaudita, che ha rovinato per sempre la vita ad una persona.

Dopo 4 anni di battaglie legali nei confronti dei dottori che l’hanno visitata e dell’Ospedale di Brooklyn, Tabitha Mullings ha ottenuto un risarcimento di 17.9 milioni di dollari. Ma nessuno cifra basterà mai a risarcirla del danno subito, come ha affermato la stessa ragazza: “La verità è che resterò così per tutta la vita. Da quattro anni sono costretta ad essere aiutata da qualcuno per fare ogni cosa. Non posso andare in bagno, non riesco a lavarmi i denti. Non posso fare nulla da sola. La notte sogno di correre e di saltare con la corda e quando mi sveglio mi rendo conto che ciò non potrà mai più accadere. Svegliarsi è un incubo”.

 

Redazione Online