Mancata intesa governo-Cgil art.18, esclusiva On. Cazzola (Pdl): “La riforma è imbevuta di cultura di sinistra”

Onorevole Cazzola

INTERVISTA ONOREVOLE CAZZOLA – Onorevole Cazzola, siamo lieti di ospitarla su Direttanews. Come si esprime sul mancato accordo tra il governo e la Cgil in merito alla riforma del mercato del lavoro e la revisione dell’articolo 18?

Siamo alle solite. La CGIL non è la sola titolare del consenso e della concertazione. Monti è stato chiaro: per quanto sia importante una organizzazione non può essere più uguale degli altri. Come ha detto il Premier, se si fosse ascoltata la CGIL si sarebbe perso il consenso di altre associazioni.

Come risponde al segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, che ha recentemente dichiarato che la Cgil sta sbagliando e con la nuova riforma non si licenzierà più facilmente? 

La riforma è imbevuta di cultura di sinistra. La flessibilità in entrata è stata massacrata. Sui rapporti flessibili è calata una cortina di ferro, una presunzione di illiceità che indurrà le imprese  a non assumere tout court. Chi crede che lo facciano con contratti a tempo indeterminato perchè costrette da vincoli normativi è un illuso, se è in buona fede. L’articolo 18 subisce solo qualche ritocco perchè comunque qualunque tipo di licenziamento  può essere sottoposto all’ esame del giudice.

Secondo il Presidente del Consiglio Mario Monti l’articolo 18 è una questione chiusa e la proposta legislativa non sarà più sottoposta ad esame: qual è la presa di posizione sua e degli altri membri del Pdl?

Approvo queste parole. In Parlamento vedremo. La legge passerà solo con l’accordo tra noi e il Pd. Io non farò mai passare una modifica di quanto previsto a revisione dell’articolo 18 senza un alleggerimento delle norme capestro sulla flessibilità.

Simone Ciloni