Il dissidente cinese Chen Guangcheng con la moglie e il figlio nel 2005 (Getty Images)

CINA: CHEN GUANGCHENG – L’avvocato e dissidente cinese non vedente Chen Guangcheng, che si era rifugiato nell’ambasciata degli Stati Uniti a Pechino dopo la fuga dagli arresti domiciliari, e che mercoledì scorso è stato condotto da funzionari Usa in ospedale, potrà presentare domanda per studiare all’estero. Lo ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Liu Weimin. Guangcheng aveva chiesto di poter studiare negli Stati Uniti e il Ministero degli Esteri ha risposto che può fare richiesta secondo la legge, presso le autorità competenti, come gli altri cittadini cinesi.

La situazione del dissidente rimane comunque estremamente delicata. Chen Guangcheng teme per l’incolumità sua e della sua famiglia, dichiarando all’agenzia France presse di trovarsi in “grande pericolo”. “Spero che il governo rispetti gli impegni assunti con gli Stati Uniti per riconoscere i miei diritti”, ha aggiunto, parlando al telefono dall’ospedale di Pechino, dove si trova ricoverato da mercoledì per una ferita riportata durante la fuga dagli arresti domiciliari il 22 aprile scorso. L’avvocato cinese è scappato dalla sua residenza nello Shendong e dopo una rocambolesca fuga di 650 chilometri è riuscito a raggiungere, con l’aiuto di un’amica, la capitale cinese, rifugiandosi presso l’ambasciata Usa, dove è rimasto sei giorni, fino al due maggio, giorno dell’arrivo a Pechino di Hillary Clinton e Timothy Geithner per il “dialogo strategico ed economico” con il governo cinese. La presenza di Guangcheng nell’ambasciata americana è stata motivo di grande imbarazzo per Washington. Al rilascio del dissidente, le autorità cinesi hanno espresso forte disappunto nei confronti degli Stati Uniti pretendendo le scuse ufficiali del governo Usa per l’intromissione con “mezzi anomali” in una questione interna.

L’avvocato cieco ha comunque precisato di non aver mai chiesto asilo politico al governo americano, nonostante le notizie diffuse nelle ultime ore, ma ha espresso il timore che gli possa essere impedito di incontrare funzionari Usa. “La mia situazione è molto, molto critica”, ha detto alla France Presse.

Nel frattempo, è stata liberata He Peirong, l’attivista che aveva aiutato Chen Guangcheng a fuggire dai domiciliari, accompagnandolo con la sua auto a Pechino. La polizia aveva arrestato la donna nella notte tra venerdì e sabato scorsi a Nanchino, dove abita, per poi rilasciarla questa mattina.

Redazione

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