Siria: il ministro russo Lavrov considera rischioso rovesciare il regime

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:38

SIRIA: LA RUSSIA CONTRARIA AD UN INTERVENTO – Mentre in tutta la Siria non si arrestano le violenze e, soprattutto tra Damasco e le zone limitrofe, sono 170 i decessi che si sono registrati solo in questa settimana, continuano a livello di diplomazia internazionale a susseguirsi dichiarazioni in merito alle posizioni tenute dall’Onu e dai paesi interni al Consiglio di Sicurezza. In particolare desta interesse l’opinione della Russia, stato che assieme alla Cina, ha più volte utilizzato il proprio diritto di veto per impedire il varo di provvedimenti sanzionatori nei confronti del regime di Bashar al Assad.

Ieri Vladimir Putin ha incontrato a Pechino il presidente cinese Hu Jintao, in occasione del summit della Organizzazione per la cooperazione di Shanghai. Insieme hanno discusso di politica internazionale e, oltre alla questione dell’armamento nucleare dell’Iran, si sono confrontati sul conflitto siriano. Entrambe le nazioni auspicano un’immediata cessazione delle ostilità e supportano il piano di pace di Kofi Annan, ma non ritengono opportuno un intervento militare e osteggiano ogni interferenza troppo vistosa rispetto alle decisioni interne che spettano alla Siria stessa.

Altre dichiarazioni interessanti sono quelle fatte oggi dal ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, il quale, sempre da Pechino, ha detto: “I gruppi dell’opposizione fuori della Siria hanno ripetutamente chiesto alla comunità internazionale di bombardare il regime di Assad, di rovesciare il regime. Questo è molto rischioso, potrebbe condurre la regione a una catastrofe”.

Se il piano di Kofi Annan dovesse confermarsi inadatto alla risoluzione del conflitto, potrebbe quindi essere problematico approvare nuovi tipi di provvedimenti senza il consenso di Russia e Cina.

 

Redazione online