Egitto: ancora incertezza sulle presidenziali, ma a piazza Tahrir si continua a festeggiare

Spoglio delle schede alle elezioni presidenziali in Egitto del 23-14 maggio 2012 (Getty Images)

EGITTO: ELEZIONI PRESIDENZIALI – Prima del prossimo giovedì , quando la Commissione elettorale egiziana diffonderà i risultati ufficiali della votazioni per le presidenziali, Il Cairo non avrà un presidente, ma, già dalla giornata di ieri si erano profilati gli esiti della consultazione elettorale finita con il ballottaggio tra Ahmed Shafiq e Mohamed Mursi.

Quella di Mursi, leader dei Fratelli Musulmani, è quindi per il momento solo un’autoproclamazione, supportata dal festeggiamento ininterrotto che da ieri sta colorando la zona di piazza Tahrir. Il movimento islamico, tra gli artefici della rivoluzione che ha destituito lo scorso anno Hosni Mubarak, sostiene di aver portato a casa il risultato ed ha comunicato alla stampa, oltre che alla cittadinanza in festa, i risultati ufficiosi raccolti a margine dello spoglio. Mursi avrebbe conquistato il 52,5% dei consensi, a fronte di un 47,5% delle preferenze aggiudicate dall’avversario Shafiq, ex primo ministro sotto il regime di Mubarak.

La situazione è però complessa ed anche se dovessero essere confermati i dati sulla vittoria dei Fratelli Musulmani, sarà necessario fare i conti con la giunta militare che ha ripreso la guida del Paese successivamente alla decisione della Corte di invalidare le elezioni legislative e di sciogliere il Parlamento. L’Egitto quindi, attraversato da due consultazioni, prima quella per le legislative, poi quella per le presidenziali, che si profilavano epocali e decisive della fase politica post-Mubarak, potrebbe trovarsi ancora in una situazione di stallo.

Molto si giocherà probabilmente sulla modifica della Carta costituzionale, imprescindibile per indire nuove elezioni legislative. Ma l’incertezza domina se si considera che ancora non si è stabilito in via definitiva chi dovrà redigere i nuovi punti della Costituzione, con l’assemblea costituente vincolata alle scelte del governo presieduto dai militari.

 

Redazione online