Inchiesta sanità Lombardia, Roberto Formigoni: “Non ho nulla da temere. Ho letto le carte… Tutto qua?”

Roberto Formigoni (Getty Images)

 

 

REGIONE LOMBARDIA – Il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, che ha ricevuto un avviso di garanzia per corruzione nell’ambito dell’inchiesta sulla sanità lombarda e la Fondazione Maugeri, ha riconfermato ancora una volta di sentirsi tranquillo e scevro da accuse dinanzi ai giornalisti, accusati di essere il ‘megafono’ della Procura di Milano, per aver pubblicato atti che sarebbero dovuti restare celati al pubblico.

“Non ho assolutamente nulla da temere, sono sicuro di me stesso e della correttezza di tutto quello che ho fatto – ha dichiarato Formigoni -. Dov’è l’atto corruttivo? Sono indagato per corruzione ma non sono riuscito, nelle carte processuali, a trovare l’atto corruttivo”. Ed ha poi aggiunto: “Ho letto le carte, le ho rilette e mi sono detto: tutto qua? Non c’è una novità. Avevo già letto tutto sui giornali queste settimane. Non c’è un elemento nuovo”.

Quindi nessuna intenzione di dimettersi dal suo incarico: “Io rimango al mio posto perché tutti i miei comportamenti sono rettilinei. Vi dico come andrà a finire: posto che decidano di rinviarmi a giudizio, dato e non concesso, perché è stato molto difficile costruire questo atto che mi è stato consegnato oggi, vincerò per la 12esima volta. Sapete quante volte mi è già capitato? Quanti avvisi di garanzia mi hanno mandato? Mi hanno sottoposto a indagine e processo per 11 volte e mi hanno assolto per 11 volte. Ne sono sempre uscito pulito – ha sottolineato Formigoni -. Se mi rinviano a giudizio, andrà a finire che vincerò 12 a 0, sono già in vantaggio 11 a 0 nei processi, mi hanno sempre assolto, segnerò il dodicesimo gol, mi assolveranno ancora”.

 

Entrando relativamente più nel merito, il presidente lombardo ha sostenuto che in ambito sanitario “le risorse sono state sempre distribuite sulla base di criteri stabiliti per legge”. “L’avviso di garanzia – ha concluso Formigoni – è infondato e insussistente”.

 

In precedenza Roberto Formigoni aveva ricordato che la Regione non ha potere di controllo sui bilanci delle fondazioni private e ha colto l’occasione per criticare apertamente i giornalisti e le loro domande e per ribadire il diverso trattamento mediatico riservato alle indagini che coinvolgono il governatore pugliese e leader di Sel Nichi Vendola. “Fare le domande è un diritto – ha concluso Formigoni – dare le risposte spetta a me”.

 

Quanto all’inchiesta, i magistrati di Milano hanno contestato la corruzione aggravata dalla transnazionalità per un giro di denaro di circa 8,5 milioni di euro ottenuti anche in viaggi, vacanze, gite in barca, cene e in un forte sconto per l’acquisto di una villa da parte di un suo amico.

 

Nelle due pagine e mezzo dell’invito a comparire che la Procura ha notificato questa mattina al governatore lombardo, si elencano una quindicina di delibere regionali relative alle cosiddette “funzioni non tariffabili” che avrebbero complessivamente rimborsato alla Fondazione Maugeri circa 200 milioni di euro tra il 2001 e il 2011.

 

Secondo quanto si apprende in ambienti giudiziari, a carico del presidente ci sarebbe anche un episodio di finanziamento illecito ai partiti, che gli inquirenti avrebbero in pratica “stralciato” dato che non appare nell’invito a comparire notificato oggi. Invito “semplice”, fatto cioé non ai fini della richiesta del processo con rito immediato.

 

Formigoni dovrebbe essere sentito dai magistrati il prossimo sabato mattina, una data che sarebbe stata concordata dalla procura con il legale del presidente.