Madrid: il municipio di El Molar attende da 18 anni la costruzione di una casa della cultura

Madrid skyline

LA SPAGNA E LA CULTURA – El Molar,un municipio di 8.000 abitanti a 40 chilometri al nord di Madrid, dal 1994 aspetta l’istituzione di una casa della cultura. Il vicepresidente della regione Ignacio González, a maggio disse che il progetto, per cui era stato stabilito un budget di 1,3 milioni di euro, era “tecnicamente ed economicamente” inattuabile.

Il Comune, con l’appoggio dell’opposizione, ha sollecitato la Comunità affinché cancelli il progetto attuale, per promuoverne un altro in futuro. La prima proposta per l’istituzione di una casa della cultura partì dal Governo municipale del PSOE e CDS e da un governo regionale di stampo socialista, che cambiò poco dopo. A cambiare fu anche il progetto, con la scelta di un nuovo terreno e la decisione di utilizzare un budget di 1,3 milioni, col parziale finanziamento della Comunità. Lo scorso marzo i tre partiti (PP, PSOE e Unione El Molar) si sono accordati per presentare una mozione, segnalando che El Molar “è l’unico municipio della Comunità che supera gli 8.000 abitanti a non disporre di una Casa della Cultura” pur raccogliendo il denaro che occorerebbe per la costruzione: 350.000 euro pagati in contanti.

I partiti negano qualsiasi utilizzo politico della vicenda e ritengono che la Comunità abbia un “obbligo economico, ma soprattutto morale” nel dotare il municipio di una casa della cultura. Diego Saavedra, portavoce dell’Unione El Molar, segnala: “Da quando è stata approvata la mozione siamo in attesa di un piano che il sindaco non ha ancora approvato”. I vicini, ormai rassegnati all’idea di una mancata attuazione del progetto, ipotizzano nuovi utilizzi del terreno, come la costruzione di un parco con un sistema di generazione e distribuzione dell’energia. Questo quanto dichiarato da uno degli abitanti, Antonio Sánchez Marín, pensionato che esprime così le sue preoccupazioni a riguardo: “Sono venuto a vivere da poco in questo quartiere e mi ha sorpreso il fatto che alla gente non interessi che la costruzione della casa di cultura sia in ritardo da 18 anni.”

La segretaria locale del PSOE ammette: “La gente è arrabbiata, ma si sta abituando all’idea; le attività vengono al momento svolte in altri spazi municipali, come la casa della gioventù o la sala riunioni del Comune”.

 

Sveva Valenti