Danimarca: piace il bilancio 2013 del governo, ma è scontro sui licenziamenti

Parlamento danese

A Copenhagen soffia un vento di conciliazione politica come non si vedeva da tempo. L’improvvisa armonia tra i partiti di maggioranza e opposizione è venuta a crearsi dopo la presentazione della proposta del governo guidato dai socialdemocratici del bilancio statale per il 2013. Le linee guida, infatti, sono piaciute praticamente a tutti.

Non ci sono solo i giovani e i disoccupati nella testa del governo danese: istruzione e ricerca avranno a disposizione un bel po’ di quattrini, nonostante un programma finanziario che punta a far quadrare i conti. Il bilancio per il 2013 presentato lunedì scorso dal ministro delle finanze Bjarne Corydon si concentra infatti principalmente su un obiettivo, far scendere sensibilmente il deficit pubblico. Corydon ha affermato che il traguardo da raggiungere è quello del dimezzamento del deficit pubblico, che dal 4% del 2012 deve scendere all’1,9% l’anno prossimo.

Il governo punta a ridurre le spese statali dell’1,7% (scenderanno i trasferimenti) e a far crescere le entrate dell’8,6% (salirà la fiscalità locale). Tutto questo per far sì che le casse statali reggano alla crisi, alla pressione dello stato sociale e alla diminuzione della forza lavoro (attualmente il dato sulla disoccupazione danese è fermo al 6,2%).

Il bilancio ha incontrato il favore dell’opposizione. Come riportato dal quotidiano Politiken, il portavoce finanziario del partito Liberale ha lodato apertamente la proposta del ministro Corydon. Altrettanto soddisfatta l’Alleanza Liberale, piacevolmente sorpresa dal fatto che un governo di centro-sinistra abbia voluto presentare un progetto estremamente austero. Meno propenso ai complimenti il Partito Popolare Danese – il più a destra nello scenario a Copenhagen – che comunque non ha potuto nascondere di condividere il tentativo dell’esecutivo di abbattere il deficit. L’Alleanza Rosso-Verde (partito di sinistra che non fa parte del governo) ha chiesto che alla riduzione del deficit faccia però seguito una spinta negli investimenti per far ripartire l’economia.

Ma se la posizione dei Rosso-Verdi è positiva nei confronti del bilancio, assolutamente negativa lo è rispetto al piano del governo che prevede il taglio di un migliaio di dipendenti pubblici. Far quadrare i conti passa anche attraverso decisioni del genere, spiegano dall’esecutivo. A saltare saranno per la precisione 956 dipendenti pubblici. E il numero sembra esiguo, è bene ricordare – come scrive il Copenhagen Post – che dal 1920 in Danimarca questo settore non veniva colpito così duramente. Un taglio necessario, ha spiegato la premier Thorning-Schmidt al quotidiano Politiken: “Posso capire che la gente è arrabbiata e mi dispiace, ma il nostro compito è quello di tenere in equilibrio il bilancio”. L’armonia a Copenhagen potrebbe avere i giorni contati.

 

Antonio Scafati