Attacchi Islam: le istituzioni condannano e gli USA inviano ancora militari

Manifestanti islamisti assaltano l'ambasciata tedesca di Khartoum, Sudan (Getty Images)

PROTESTE FILM ISLAM – Da circa una settimana orami, da quando cioè è uscito il film ritenuto blasfemo Innocence of Muslims, si stanno susseguendo scontri ed episodi di violenza nei confronti di punti sensibili riconducibili al mondo occidentale all’interno del mondo islamico. Ma la giornata di ieri, perché coincidente con il consueto e tradizionale venerdì di preghiera, è stata particolarmente movimentata da questo punto di vista.

Gli attacchi più pesanti si sono registrati a Khartom, in Sudan e a Tunisi, in Tunisia, ma anche Il Cairo e in Nigeria. In tutto ci sono stati almeno tre morti. In generale gli attacchi sono stati attuati nei confronti di sedi diplomatiche occidentali, ma ad esempio in Libano, nella Tripoli del Paese, è stato incendiato un fast food americano e l’assaltatore è stato ucciso dalle autorità.

Ma non sono stati solo gli stati africani, finiti sulle cronache perché interessati alle violenze più forti. L’elenco di altri Paesi in cui sono scoppiate mobilitazioni è abbastanza lungo: Iran, Iraq, Marocco, Algeria, Mauritania, Kenya, Afghanistan, Bangladesh, India, Indonesia, Pakistan.

Addirittura a Sidney, in Australia, si è svolta una manifestazione tra le vie del centro. Circa 500 sarebbero coloro scesi in piazza, ma non si sarebbero registrate violenze.

La rabbia quindi è tanta e gli occidentali temono che la serie di assalti e di manifestazioni di sdegno non finiscano qui.  Le autorità USA, in particolare, sono tanto preoccupati da aver escogitato alcune strategie militari. Dopo l’invio di navi da guerra e marines in Libia, successivamente all’assassinio dell’ambasciatore Chris Stevens e dei suoi collaboratori, ieri sera Leon Panetta, segretario alla Difesa, ha annunciato che gli Stati Uniti sono pronti ad inviare soldati in almeno 17-18 paesi. L’operazione sembrerebbe essere già iniziata.

Parallelamente anche il governo italiano sembra essersi attivata per  garantire la massima protezione a diplomatici e italiani all’estero.  Angela Merkel, Monti e l’ONU hanno espresso sdegno nei confronti di quanto successo ieri e negli ultimi giorni.

 

Redazione online