Proteste nel mondo islamico: caos e morti in Pakistan e Libia

Proteste violente a Karachi, Pakistan, contro il film "Innocence of Muslims" (Getty Images)

PROTESTE MONDO ISLAMICO – Nel venerdì di preghiera sono tornate le proteste nei Paesi islamici, contro il film su Maometto (“The Innocence of Muslims”) girato negli Stati Uniti e le vignette satiriche, sempre su Maometto, pubblicate in Francia. In buona parte del mondo islamico le proteste si sono svolte pacificamente dopo la preghiera, mentre in Pakistan e in Libia si è scatenata la violenza.

In Pakistan decine di migliaia di persone hanno messo a ferro e fuoco diverse città del Paese, in particolare Karachi, Peshawar, Islamabad e Lahore, dove è scoppiata una vera e propria guerriglia tra manifestanti e polizia. Il bilancio degli scontri è molto pesante, con oltre 200 feriti e 26 morti.

A Bengasi, in Libia, c’è stato invece uno scontro tra diverse fazioni di manifestanti, da una parte i manifestanti autorizzati e non violenti, dall’altra un corteo di centinaia di salafiti – gli islamici più estremisti che la notte dell’11 settembre scorso hanno assaltato il consolato Usa della città libica, provocando la morte dell’ambasciatore americano. I salafiti hanno organizzato una contro manifestazione per protestare contro la presenza di milizie armate. Sono stati gli altri manifestanti a cacciare i salafiti, costringendoli ad abbandonare la caserma che occupavano nel centro di Bengasi e dando poi fuoco all’edificio. negli scontri di Bengasi sono state uccise quattro persone, mentre altre quaranta sono rimaste ferite. Gli islamisti che hanno attaccato i salafiti sarebbero alle dipendenze del Ministero della Difesa libico, stando a quanto hanno riferito fonti di informazione locale.

Redazione

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