Scuola: bando del concorsone e polemiche sull’ora di religione

Francesco Profumo

SCUOLA: CONCORSONE E ORA DI RELIGIONE – E’ stato pubblicato poche ore fa all’interno della Gazzetta Ufficiale l’ormai attesissimo bando per il concorso annunciato dal ministro per l’Istruzione Francesco Profumo. Le proteste dei tanti precari che si sentono umiliati dall’istituzione di questa competizione non sembrano essere state ascoltate e oggi sono usciti i dettagli relativi al concorsone che dovrà concludersi prima della prossima estate e dovrebbe portare all’immissione in ruolo di 11.542 docenti di scuola media inferiore e superiore.

Non tutti i vincitori del concorso saranno però inseriti immediatamente e, da quanto annunciato, 7.351 potranno subito salire in cattedra e insegnare, mentre i restanti 4.191 dovranno attendere un altro anno e saranno immessi tra 2014 e 2015.

La domanda per entrare a far parte del grande calderone dei concorrenti dovrà essere presentata sul web dal 6 ottobre prossimo in avanti. Potranno proporre la propria candidatura tutti gli abilitati e coloro che hanno acquisito una laurea entro e non oltre l’anno accademico 2001-2002.  I richiedenti potranno iscriversi al concorso per tutte le classi di concorso per le quali hanno ottenuto l’abilitazione, ma non potranno concorrere in più regioni. La regione in cui svolgere il test può essere scelta dal candidato stesso.

Come già annunciato, le prove saranno tre: la prima consisterà in cinquanta quesiti  di ordine generale ai quali rispondere  in cinquanta minuti; la seconda sarà più specifica e sarà strutturata con domande a risposta aperta sulla materia di insegnamento; la terza sarà la simulazione di una lezione.

La pubblicazione dei criteri di accesso e delle modalità concorsuali non è giunta da sola oggi, ma assieme ad alcune dichiarazioni rilasciate da Profumo nel corso dell’inaugurazione dell’anno scolastico al Quirinale. Il ministro ha voluto affrontare la questione dell’ora di religione, particolarmente spinosa nel nostro Paese. Secondo Profumo la demografia dei nostri istituti scolastici è cambiata e sarebbe necessario, data la presenza di alunni di diversa religione ed etnia, una revisione dei programmi di studio, soprattutto per la religione e la geografia.

Commenti alle dichiarazioni di Profumo sono giunti da più parti. Associazioni e gruppi cattolici hanno espresso perplessità; chiedono ancora di più invece i Radicali, per voce di Donatella Poretti: “Ci piacerebbe ascoltare dal ministro che insieme alla revisione dell’ora di religione si avviasse un taglio ai fondi stanziati per le scuole private e confessionali, così come prevede la nostra Costituzione”.

 

Redazione online