Università: studenti protestano in mutande in varie città d’Italia

Studenti in mutande

UNIVERSITA’: STUDENTI IN MUTANDE – Protesta simpatica ma tutt’altro che ridicola e, sicuramente, da non sottovalutare quella messa in campo oggi dagli studenti di  Link-Coordinamento Universitario, i quali hanno deciso di scendere in piazza in alcune città d’Italia utilizzando un metodo molto particolare. A Bari, Campobasso, Roma e Foggia, gli universitari si sono recati presso l’ufficio postale principale e qui, facendosi notare con uno striscione apposito, si sono messi in mutande.

L’atto ha un preciso valore simboliche ed è stato eseguito a significare il progressivo impoverimento e indebitamento a cui il governo italiano costringe gli studenti, i quali si sono trovati a dover gestire continui tagli apportati da vari governi al sistema di diritto allo studio. Quegli stessi studenti sono coloro ai quali viene attualmente proposto di provvedere autonomamente alle spese per la propria formazione, oppure richiedere un prestito a qualche banca in attesa poi di doverlo restituire con a carico i tassi d’interesse. Recentemente anche le Poste Italiane – così si svela il motivo della location scelta dagli attivisti di Link –  hanno sponsorizzato l’istituzione di prestiti pensati ad hoc per gli studenti universitari.

Luca Spadon,  coordinatore nazionale di Link, ha così reso note le ragioni della sua organizzazione: “Il Governo Monti, per coprire i tagli al fondo nazionale per le borse di studio, ha deciso di varare una legge che aumenta le tasse regionali per il diritto allo studio pagate dagli studenti in tutte le regioni, passando da una media nazionale di 93,50 euro a una di 140 euro. Vogliamo evitare di ritrovarci come negli Stati Uniti dove sulla testa degli studenti pesano debiti da migliaia di dollari, basti pensare che lo stesso Obama ha finito di pagare i debiti che aveva contratto per pagarsi gli studi solo quando è diventato presidente”.

Link, alla pari di altre realtà studentesche che costantemente si muovono a livello nazionale e a livello locale, ha denunciato il progressivo avvicinamento del sistema di welfare studentesco italiano a quello di matrice anglo-sassone dei prestiti. Un sistema che è fallito ed ha creato problemi di una certa rilevanza dal punto di vista sociale anche negli Usa e che in Italia, con il tipo di mercato lavorativo e il tasso di disoccupazione che abbiamo, potrebbe essere ancora più nocivo.

 

Redazione online