Pd: iniziata la corsa alle primarie, Bersani a Bettola e Renzi a Salerno

Matteo Renzi e Pier Luigi Bersani

PRIMARIE PD – E’ iniziata la corsa alle primarie Pd di Pier Luigi Bersani. Per primi il segretario dl Pd ha incontrato i suoi compaesani di Bettola, presso il distributore di benzina che fu del padre e dove, quando era studente, a volte aiutava il padre. Ad accoglierlo, fuori dalla officina, uno striscione di suoi sostenitori con scritto “Noi aggiustiamo, non rottamiamo“.

Il 25 novembre si svolgeranno le tanto attese primarie del centrosinistra e qualora nessun candidato non raggiungesse il 50%+1 dei consensi ci sarà il ballottaggio il 2 dicembre. In attesa del voto dal 4 al 25 novembre sono previste le iscrizioni all’albo degli elettori e la sottoscrizione dell’appello di sostegno al centrosinistra. Intanto Pier Luigi Bersani, Nichi Vendola e Riccardo Nencini, rispettivamente i capi di Pd, Sel e Psi, hanno annunciato a Roma la loro “Carta di intenti” per puntare al governo del Paese”, basata su dieci parole: Europa, democrazia, lavoro, uguaglianza, libertà, sapere, sviluppo sostenibile, beni comuni, diritti e responsabilità”. Un patto “vincolante” tra progressisti, “per non ripetere gli errori del passato”.

Il patto con i centristi ha determinate condizioni e fa riferimento a intese con le forze di centro con i democratici e i progressisti che “si impegnano a promuovere un patto di legislatura di ispirazione costituzionale ed europeista“. A rimanere fuori dal patto sono Renzi, i veltroniani e Casini. Sia il leader di Sel, Nichi Vendola che il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, hanno tenuto a precisare che non c’è spazio, nell’accordo, per il leader dell’Udc. Nello specifico Vendola ha spiegato: “Casini non lo abbiamo mai definitivamente perso. Semplicemente, non lo abbiamo mai trovato. Quanto firmato oggi nella Carta d’intenti è alternativo ai pensieri conservatori di Casini”. “La Carta d’intenti è alternativa ai pensieri conservatori di Casini“.
D’accordo anche Bersani che ha invece detto: “Noi stiamo organizzando il nostro campo, il campo progressista, e Casini ne è fuori. Noi non facciamo una coalizione con Casini”.

L’obiettivo della carta è quello di andare “oltre” il governo tecnico guidato da Mario Monti. Infatti non viene fatto alcun riferimento ad una possibile continuità di detto governo. Proprio questo punto ha rafforzato le tensioni con il leader dell”Unione di Centro” che non appena venuto a conocienza di questa linea di pensiero aveva fatto sapere attraverso Twitter di non essere d’accordo.

La Carta d’intenti che abbiamo firmato – ha replicato Vendola – va oltre Monti, propone un rigore ma contro i furbi, per l’eguaglianza e la solidarietà“. “Il traguardo è ricostruire quel patrimonio collettivo che la destra e i populismo stanno disgregando: la qualità della democrazia, la legalità, la cittadinanza, la partecipazione, la realtà è che mai come oggi nessuno si salva da solo e nessuno può stare bene davvero se gli altri continuano a stare male”.

Per quanto riguarda Matteo Renzi invece stamane a Salerno ha sottolineato l’importanza di Monti: “E’ stato importante, è stato un pompiere per la finanza pubblica fuori controllo e per il debito pubblico alle stelle, ma ora l’incendio è spento e il pompiere non serve più”.

L.B.

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