Aumentano i tumori a Taranto, “è colpa dell’Ilva”

(Foto Getty Images)

Oggi, a Taranto, il ministro della Salute, Renato Balduzzi, ha presentato alle associazioni ambientaliste un rapporto sull’incidenza dei tumori nella cittadina ionica. Ammettendo di essere “rimasto un pochino sorpreso”, il ministro ha delineato una situazione molto preoccupante, che vede la città di Taranto con un rischio tumorale medio tra il 20 ed il 30% in più rispetto al resto della provincia.

I dati più allarmanti riguardano l’aumento dei tumori ai polmoni ed alla pleura. Nel secondo caso, si registra un + 167% tra gli uomini ed un + 103% tra le donne.

Per il portavoce dell’associazione ambientalista Peacelink, Alessandro Marescotti, l’aumento dei casi di tumore è da imputare principalmente all’Ilva: “I livelli di diossina e Pcb osservati nel sangue degli allevatori di masserie nella fascia 0-15 chilometri dal polo industriale sono consistentemente piu’ elevati di quelli osservati a distanze maggiori. Questo dato e’ coerente con i risultati del monitoraggio alimentare condotto dalla Asl che ha rilevato in questa area numerose situazioni di non conformita’ rispetto ai limiti di legge”.

Marescotti mette in evidenza anche come “in alcuni punti la documentazione sembra minimizzare il rischio delle diossine nell’aria a Taranto”, affermando che ciò è coerente con quanto già noto, ossia che “le diossine sono pericolose se ingerite, mentre la contaminazione per inalazione è secondaria”. Preoccupato per il report presentato oggi dal ministro Balduzzi, il suo collega al dicastero dell’Ambiente, Corrado Clini, secondo il quale “i dati sui tumori e la mortalita’ impongono un programma straordinario per la prevenzione dei rischi ambientali”.

 

Redazione Online