ALLERTA MALTEMPO – Nella giornata di ieri la Toscana è stata flagellata dal maltempo ed ha dovuto contare ben tre morti. Tre dipendenti dell’Enel, tra cui anche una donna, stavano tornando da Roma, quando a bordo di un’auto sono caduti in una voragine che si era aperta nella notte sul ponte sull’Albegna, a Marsiliana, nel comune di Manciano. Secondo quanto spiegato dal direttore del Dipartimento lavori pubblici della Provincia di Grosseto, il dirigente della Protezione civile, Massimo Luschi, l’acqua dell’Albegna arrivata a livello del ponte, “erodendolo” nella parte vicina all’appoggio su una delle sponde. La strada – secondo Luschi – “era chiusa, come molte altre delle strade intorno, fin dalla notte precedente”.

Le vittime sono Antonella Vanni, 48 anni, che era responsabile del personale degli impianti geotermici in Toscana di Enel Green power e Paolo Bardelloni, 59 anni, e Maurizio Stella, 47 anni, addetti alla sicurezza. Tutti erano coniugati e lavoravano nell’impianto di Larderello dove sono riuniti gli uffici della geotermia di Enel. Tornavano a casa dopo essere stati a Roma per un corso di aggiornamento.

A pochi chilometri, a Orbetello, una donna di 73 anni è stata investita da un’onda d’acqua mentre era a bordo della sua automobile ed ora è ricoverata in gravissime condizioni. Un altro anziano è morto per infarto mentre scendeva nella cantina della sua abitazione, a Marina di Massa, per verificare se si fosse allagata.

Ma danni e disagi si sono registrati in quasi tutto il Centronord, costringendo il mondo della politica a interrogarsi sulla messa in sicurezza del territorio nazionale, un’opera colossale che potrebbe richiedere ingenti investimenti pubblici e privati. Secondo il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli l’unica soluzione si chiama prevenzione. Ma questi fenomeni “hanno impattato su un territorio dove la fragilità è nota e arcinota e dove si è costruito dove non si doveva costruire”, ha sottolineato Gabrielli. “Bisognerebbe mettere mano agli errori del passato avendo però il coraggio di stoppare gli errori del presente e del futuro. Perché se si continua con politiche di occupazione del suolo indiscriminate, allora non solo non si mette in sicurezza quello che è il frutto del passato, ma si continua a perpetuare comportamenti” sbagliati e pericolosi.

Il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, ha annunciato che alla prossima riunione del Cipe presenterà un piano per la prevenzione del dissesto idrogeologico e la messa in sicurezza del territorio nazionale. Clini si è detto d’accordo anche per l’inserimento nella legge di Stabilità di un fondo nazionale per la messa in sicurezza del territorio, “che sia stabile e duri almeno 15 anni, con cui garantire 1-1,5 miliardi ogni anno”.

 

Redazione

 

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