Internet: Google e Twitter contro la censura siriana

Per aggirare la censura del Web applicata nei giorni scorsi dal regime siriano di Assad, il principale motore di ricerca al mondo, Google ed il social network Twitter hanno rilanciato il servizio “Speak2tweet”, già utilizzato quasi due anni fa nel gennaio 2011, in occasione del blackout telematico voluto dalle autorità egiziane per contrastare la rivolta di Piazza Tahrir, che portò poi alla caduta del presidente Mubarak.

L’annuncio è stato dato attraverso Google Plus: “Negli ultimi giorni, in Siria, l’accesso a Internet è stato completamente tagliato. Purtroppo abbiamo sentito che sia i telefoni fissi che quelli mobili non funzionano bene. Ma chi ha una connessione vocale può ancora usare Speak2tweet lasciando semplicemente un messaggio a questi numeri internazionali +90 212 339 1447 or +30 21 1 198 2716 or +39 06 62207294 or +1 650 419 4196 ; il servizio twitterà il messaggio”.

Secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters, il regime siriano, attraverso il proprio ministro dell’Informazione, ha negato qualsiasi responsabilità rispetto alle accuse di censura: “Non è vero che è stato il governo a tagliare internet. I terroristi hanno preso di mira le linee internet con il risultato di aver tagliato fuori alcune regioni”.

Convinto invece delle responsabilità del regime è l’ambasciatore statunitense in Siria, Robert Ford: “Le restrizioni a internet in Siria non sono nuove. Il governo siriano l’ha monitorato per anni. Hanno utilizzato internet con l’assistenza iraniana per tracciare attivisti dell’opposizione, arrestarli e ucciderli”.

Redazione Online