Passera: “Il decreto legge sull’Ilva è costituzionale e valorizza il lavoro della magistratura”

Corrado Passera (Getty Images)
Intervenendo ai microfoni di SkyTg24 in merito alla vicenda Ilva di Taranto, il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera ha difeso l’intervento dell’esecutivo, che ieri ha approvato un decreto legge atto a far riprendere la produzione all’azienda siderurgica. “Secondo noi il decreto non solo è costituzionale ma valorizza moltissimo quello che la magistratura ha deciso” – ha affermato il ministro Passera – “Nel disegnare il decreto, abbiamo prestato grande attenzione ai vincoli di costituzionalità, abbiamo chiesto tutti i pareri necessari”.

Nello specifico, il ministro ha sottolineato che si è “tenuto conto dal grandissimi richiamo venuto da amministratori, sindacati, forze sociali di questa città e dell’urgenza che sentiamo perché lo stabilimento Ilva deve essere risanato ma certamente non deve essere chiuso, perché altrimenti non riaprirebbe più e questo sarebbe un problema per tutto il Paese”.

Rispetto ad un intervento del Quirinale sulla vicenda, Passera ha precisato che “tutti i decreti vengono anticipati alla presidenza. Abbiamo sentito tutti coloro che potevano darci un parere”. Glissando su un ipotesi di nazionalizzazione, il ministro dello Sviluppo ha aperto alla possibilità di un acquirente straniero: “La proprietà è meno importante, l’importante è che vengano fatti i lavori richiesti dalla magistratura nel minor tempo”, vista la necessità prioritaria di garantire salute e lavoro.

La magistratura ha intanto espresso le proprie rimostranze rispetto al decreto del governo Monti. Per il segretario dell’Anm, Maurizio Carbone “il governo si è assunto la grave responsabilità di vanificare le finalità preventive dei provvedimenti di sequestro”. Il gip di Taranto, Patrizia Todisco punta il dito contro i principi contenuti nel decreto, “incompatibili con le improcrastinabili esigenze di tutela della salute della popolazione locale e dei lavoratori del Siderurgico, che non può essere sospesa senza incorrere in una inammissibile violazione dei principi costituzionali”.

Redazione Online