Natale in casa per combattere la crisi, ma aumenta la spesa per il cenone

Gli italiani continueranno a trascorrere la Vigilia e il giorno di Natale restando semplicemente a casa con amici e parenti. Un po’ per tradizione, un po’ anche per la crisi che non permette altre alternative. E’ quanto emerge da un sondaggio effettuato da Confesercenti-SWG. Secondo i dati riportati, infatti, il 94% degli intervistati (il 3% in più rispetto allo scorso anno) trascorrerà le festività natalizie in famiglia, mentre si è contemporaneamente dimezzato il numero di coloro i quali hanno deciso di consumare la cena o il pranzo in qualche ristorante, e anche di quelli che hanno deciso di andare in vacanza, seppur restando in Italia. Saranno 12,4 milioni gli italiani che decideranno di spostarsi. Come spiega Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi: “I restanti 47,6 milioni di italiani (pari a circa l’80% della popolazione) non si sposteranno di casa durante le festività e quasi 32 milioni (rispetto ai 24 milioni del 2011) non lo potranno fare per motivi economici. L’andamento delle imminenti vacanze natalizie degli italiani fotografa l’apice di una crisi che auspichiamo possa essere giunta al suo fondo”.

Infine, scompaiono quasi completamente gli italiani che trascorreranno il Natale all’estero, e triplica (dall’1% al 3%), addirittura, la percentuale di chi deciderà di non festeggiare proprio. Il Natale all’insegna della crisi, però, non ha di certo tolto l’appetito ai buongustai del nostro Paese: la spesa per gli alimenti, secondo le statistiche, è aumentata del 10% rispetto al 2011 e, per la prima volta dal 2009, diminuiscono le persone che decideranno di optare per una soluzione low-cost (entro i 75 euro a testa). Si spenderà mediamente 97 euro a testa: media tenuta alta grazie all’aumento (dal 32% al 34%) di chi spenderà tra i 76 e i 125 euro, dei concittadini che spenderanno fino a 250 euro a testa (incremento dal 10% al 12%) e di coloro i quali decideranno di concedersi il lusso di una cena o di un pranzo che eccedano i 250 euro, triplicati rispetto all’anno scorso (dall’1% al 3%).

Redazione

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