Sentenza L’Aquila: dalla Commissione Grandi Rischi nessuna prevenzione del pericolo

Bernardo De Bernardinis, vicecapo della Protezione Civile nel 2009 (Getty Images)

Il giudice del tribunale dell’Aquila Marco Billi ha depositato oggi le motivazioni della sentenza che nell’ottobre scorso ha condannato i componenti della Commissione Grandi Rischi in relazione al sisma del 2009. Nel documento di quasi mille pagine, è riportato che “le affermazioni riferite alla valutazione dei rischi connessi all’attività sismica sul territorio aquilano sono risultate assolutamente approssimative, generiche e inefficaci”.

Il magistrato ha voluto precisare che non era possibile prevedere il terremoto ma che “il compito degli imputati, quali membri della commissione medesima” era di “procedere, in conformità al dettato normativo, alla previsione e prevenzione del rischio”. Scrive Billi nelle motivazioni: “Iterremoti non si possano prevedere, in senso deterministico, perché le conoscenze scientifiche (ancora) non lo consentono; ed è altrettanto pacifico che i terremoti, quale fenomeno naturale, non possono essere evitati: il terremoto è un fenomeno naturale non prevedibile e non evitabile. Per gli stessi motivi nessuno é in grado di lanciare allarmi, scientificamente fondati, circa una imminente forte scossa”, ma “proprio sulla corretta analisi del rischio andava, di pari passo, calibrata una corretta informazione”.

L’assunto secondo il quale “il terremoto è un fenomeno naturale non prevedibile e non evitabile” costituirebbe, secondo il magistrato aquilano, “solo la premessa dei compiti normativamente imposti agli imputati poiché, per quanto previsto dalla legge e per quanto richiesto dalla loro qualità e dalle funzioni della commissione da essi composta, il giudizio di prevedibilità/evitabilità, su cui si basa la responsabilità per colpa contestata nel capo di imputazione, non andava calibrato sul terremoto quale evento naturale, bensì sul rischio quale giudizio di valore”.

I condannati in primo grado il 22 ottobre scorso sono: Franco Barberi, che nel2009 ricopriva la carica di presidente vicario della commissione Grandi rischi; Bernardo De Bernardinis, che era invece vicecapo della Protezione civile; Enzo Boschi,  all’epoca presidente dell’Ingv; Giulio Selvaggi, direttore del Centro nazionale terremoti; Gian Michele Calvi, responsabile del progetto C.a.s.e.; Claudio Eva, ordinario di Fisica all’Università di Genova e Mauro Dolce, direttore dell’ufficio rischio sismico di Protezione civile.

Continua a respingere le accuse Enzo Boschi, che all’Ansa ha dichiarato oggi: “Io e i miei colleghi non avremmo mai assolutamente potuto dare nessuna affermazione rassicurante: sarebbe stato dire che siamo in grado di prevedere i terremoti, oppure che i terremoti non sono prevedibili ma che all’Aquila non ci sarebbe stato nessun sisma”.

 

Redazione online