Fornero smentita: i giovani non sono ‘choosy’

Il Ministro del Lavoro Elsa Fornero (Getty Images)

La sussiegosa dichiarazione di alcuni mesi fa del Ministro del Lavoro Elsa Fornero, che definì i giovani alla ricerca del primo impiego “choosy”, cioè “schizzinosi” in inglese, viene presto smentita dai fatti e soprattutto dai dati, che la stessa ministra, peraltro, ha dimostrato di non saper maneggiare molto bene visto il pasticcio combinato con i poveri esodati.

Come emerge da uno studio condotto dalla Fondazione per la Sussidiarietà, tra i giovani neolaureati italiani più di uno su due, il 53%, presenta un’alta adattabilità al mercato del lavoro, dimostrandosi flessibile e disposto a cambiare occupazione e a trasferirsi in un’altra città se necessario. Più disponibili al cambiamento sono gli uomini, al 63% – del resto per le donne si aggiungono anche i vincoli legati agli impegni familiari. Mentre tra i laureati più flessibili ci sono gli ingegneri, al 60%. A sfatare un altro luogo comune in tema di lavoro, c’è poi la flessibilità dei giovani laureati del Centro-Sud, disponibili ad adattarsi al 60%. Elevata flessibilità, sempre al 60%, si registra poi tra gli autonomi e i lavoratori non regolari, cioè i precari. Questi ultimi anche perché obbligati dalle circostanze dello condizioni di lavoro.

Viene da chiedersi a questo punto a chi si riferisse Elsa Fornero parlando di “choosy” e se, tra i tanti lavoratori precari e sottopagati e quelli costretti dietro il paravento dello “stage” o del “tirocinio” a lavorare gratuitamente, il ministro abbia la minima conoscenza del Paese reale oppure si limiti a parlare ex cathedra con l’aggiunta di qualche pregiudizio.

Valeria Bellagamba

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