Processo Wikileaks: Manning si dichiara parzialmente colpevole

Bradley Manning (getty images)

Nuovi colpi di scena stanno interessando il processo sul caso Wikileaks attualmente in corso negli Stati Uniti. A salire agli onori delle cronache questa volta non è Julian Assange, ma Bradley Manning, soprannominato “la talpa” per il ruolo di spia ricoperto nella vicenda. Dalla sua posizione di caporale interno alle dinamiche militari statunitensi, sembra che Manning sia stato colui che ha inviato ai gestori di Wikileaks il materiale segreto custodito dal Pentagono.

Sulla testa di Manning pesano ben 22 capi di accusa e proprio nelle ultime ore “la talpa” ha effettuato una dichiarazione di colpevolezza per dieci delle accuse rivoltegli dai giudici americani. Manning ha infatti ammesso di aver mandato a Wikileaks i rapporti ed ha detto di averlo fatto con l’intenzione di “accendere un dibattito sul ruolo del nostro esercito e più in generale della politica estera”. Oltre a Wikileaks l’uomo avrebbe mandato i files anche a Washington Post e New York Times, ma nessuna delle due testate li avrebbe accettati.

Manning però non è ingenuo e le sue dichiarazioni di colpevolezza sono una precisa strategia processuale che potrà condurlo a ricevere un alleggerimento della pena. Infatti lo stesso imputato si è ben guardato dal dichiararsi colpevole per le accuse che, come quella di favoreggiamento nei confronti del nemico, lo avrebbero potuto portare addirittura alla pena di morte.

Il processo Wikileaks si sta svolgendo in Maryland, esattamente a Ford Mead ed entro il prossimo 3 marzo il caso si sposterà presso gli uffici della corte marziale.

 

Redazione online