John Kerry in Egitto, appello per far uscire il Paese dalla crisi

John Kerry in Egitto nel 2011 (Getty Images)

Il segretario di Stato Usa, John Kerry, è giunto oggi in Egitto, per fare appello ai politici di maggioranza e opposizione perché si muovano per ottenere un compromesso politico che permetterà al paese di uscire dalla crisi economica. Kerry, che è il suo primo viaggio all’estero come membro del gabinetto di Barack Obama, incontrerà oggi il ministro degli Esteri egiziano, mentre è previsto per domani il summit con il presidente Mohammed Morsi.

Intanto i leader del gruppo di opposizione Fronte di Salvezza Nazionale hanno rifiutato gli inviti a incontrare John Kerry durante la sua visita al Cairo, facendo leva su pressioni americane sulla loro decisione di boicottare le elezioni parlamentari. Hamdeen Sabahi, leader del Fronte di Salvezza Nazionale, ha detto alla tv egiziana Ontv: “Ho ricevuto l’invito a incontrare Kerry e l’ho rifiutato. Altrettanto ha fatto El Baradei. Vogliamo inviare il messaggio che noi rifiutiamo pressioni americane”.

Un altro membro del partito, che ha voluto restare nell’anonimato, ha fatto sapere: “Sembra evidente che non ci viene dato modo di partecipare alle elezioni, si tratta di una decisione NSF, e l’unità della NSF è la nostra priorità numero uno”. Nel frattempo, manifestanti antigovernativi si sono ritrovati in piazza Tahrir, simbolo della Primavera egiziana, esponendo striscioni come “Kerry, membro della Fratellanza” e “Kerry, non sei il benvenuto qui”.

Nel frattempo, Kerry ha fatto sapere attraverso un proprio portavoce: “Essendo un amico del popolo egiziano, il Segretario non vede l’ora di incontrare una varietà di interlocutori politici di quel Paese”. Secondo quanto viene reso noto da funzionari statunitensi, Kerry è particolarmente preoccupato perché l’Egitto dovrebbe fare le riforme necessarie per beneficiare di un pacchetto di 4,8 miliardi di dollari di prestiti da parte del Fondo Monetario Internazionale. Un funzionario ha detto che è estremamente importante per il nuovo Egitto che vi sia una solida base economica, che richiede però raggiungimento di un accordo con l’FMI. Per ottenerlo l’Egitto deve fare delle riforme, come aumentare le imposte e arginare i sussidi all’energia.

 

Redazione online