Vendola: si torni alle urne se non c’è accordo con M5S

Nichi Vendola (Getty Images)

Il leader di Sel, Nichi Vendola, è tornato oggi sulla discussa e controversa questione della costituzione di un governo e di un sistema di alleanza che permetta al Parlamento italiano di varare delle leggi nel corso della prossima legislatura. Il governatore della Puglia ha ribadito ciò che aveva detto già alla pubblicazione dei risultati definitivi lunedì 26 febbraio: no al governissimo con il Pdl, sì al dialogo con Grillo e il Movimento 5 Stelle.

Secondo Vendola, il quale ha rilasciato un’intervista del giornalista di Repubblica Umberto Rosso, se non si riesce a raggiungere un’intesa con i grillini, vera spinta verso il cambiamento, sarebbe meglio tornare alle urne.

“Siamo ancora nella fase dell’assestamento psicologico dopo il terremoto elettorale. Qualcosa che anche per Grillo è complicato da gestire: non è facile passare da movimento di protesta a classe dirigente. Piano, allora, i fatti hanno una loro tempistica. Non si possono bruciare le tappe, a rischio di indebolire la possibile soluzione. Non ci sono alternative: dobbiamo convivere col terremoto politico. Ma invece di vederne solo le macerie, io propongo di coglierne anche le novità e le possibilità”, ha detto Vendola parlando ai microfoni di Rosso.

Fare i conti con Grillo è quindi necessario per il leader si Sel e la cosa non dovrebbe essere difficile se il centrosinistra facesse propri temi importanti come quello sul reddito di cittadinanza, la riduzione dei costi della politica, il taglio degli F35, il finanziamento all’istruzione.

Tutto sta, però a vedere Grillo che cosa intende fare. Proprio Vendola era stato sabato scorso al centro di uno dei suoi attacchi. Definendo il governatore della Puglia “due facce”, il comico genovese aveva parlato di Vendola come di un voltafaccia che prima delle elezioni si scagliava contro il “populismo” del Movimento 5 Stelle e a cose fatte si spende per ottenere un accordo con i grillini.

 

Redazione online