Grilli: “Pagamento dei debiti alla P.A. allenta tensioni sociali”. M5S all’attacco: “Porcata”

Il ministro dell'Economia Vittorio Grilli (Getty Images)

C’è tensione tra il ministro dell’Economia uscente, Vittorio Grilli, e il M5S sulla delibera di pagamento debiti arretrati per 40 miliardi in due anni, approvata nei giorni scorsi e alla quale il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha già annunciato che verrà data priorità.

Secondo Grilli, infatti, si tratta di “un intervento di natura straordinaria, disposto in accordo con le autorità europee e destinato non a finanziare nuova spesa ma a sanare, a beneficio del settore privato, situazioni di criticità nei flussi di pagamenti da parte della P.a.”. Per il ministro dell’Economia, la delibera sarebbe “compatibile con gli equilibri complessivi di bilancio determinati a livello europeo. Inoltre, in prospettiva, una più veloce e sicura ripresa della crescita economica favorirà la sostenibilità della finanza pubblica italiana”.

Di parere opposto, Roberta Lombardi, capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera, che dal blog di Beppe Grillo, attacca: “Si tratta di 40 miliardi: 20 miliardi per il 2013 e 20 per il 2014. Bisogna allentare il Patto di stabilità per un decreto legge visto che la materia è urgente. Fermo restando che siamo assolutamente a favore del pagamento dei crediti alle PMI, non ci hanno convinto due punti della relazione di Grilli”.

La Lombardi passa poi alla disamina dei passaggi contestati: “Il primo: ‘una parte dei pagamenti alle imprese confluirà immediatamente al sistema creditizio [..] se da un lato questo aspetto diminuisce l’impatto sul sistema economico, dall’altro contribuisce a ridurre le tensioni all interno del sistema creditizio. […] si attende una riduzione dei tassi d interesse alla clientela e un’attenuazione delle tensioni sull’offerta di credito’. Ossia: i cittadini prendono un impegno per 40 miliardi di debito pubblico, di cui una parte (nessuno sa quanta) andrà direttamente alle banche e da questa generosa, ennesima, regalìa ci si aspetta che subito erogheranno prestiti e finanziamenti alle PMI italiane. L’esperienza di questi anni ci ha reso cauti sugli effetti nell’economia reale dei finanziamenti alle banche”.

Prosegue la Lombardi: “L’altro punto: ‘gli interventi programmati prevedono il pagamento di una quota dei debiti relativi alle spese di investimento nell’ordine dello 0,5 punti percentuali di PIL, per cui il livello programmatico dell’indebitamento netto per l’anno 2013 si dovrebbe attestare al 2,9% del PIL, rispettando in tal modo i vincoli di bilancio imposti a livello europeo’. Il 2,9% del PIL, come indebitamento netto, è sotto il famoso 3% del rapporto deficit/PIL. Ossia con questo decreto legge, approvato dal Consiglio dei Ministri, presentato in una Commissione speciale che avrà 3 – 4 giorni per curarne la fase istruttoria, presentarlo in aula e votarlo velocemente, ci stiamo giocando tutto l’indebitamento che possiamo stanziare per la crescita per il 2013 e per il 2014”.

Secondo la capogruppo del Movimento 5 Stelle, dunque, si tratta di un “decreto fatto in fretta e furia nelle segrete stanze come è solita fare la politica per una porcata di fine legislatura”.

 

Redazione online