Eurostat: Italia ultima in Europa per la spesa in cultura

Il Teatro La Fenice di Venezia (Getty Images)

L’Italia è il Paese più di ogni altro ricco di bellezze e siti culturali, ma anche di grandi talenti nel campo della musica, del teatro e della letteratura. Peccato che questo patrimonio così ricco e vario, che se valorizzato adeguatamente potrebbe contribuire notevolmente alla crescita economica del nostro Paese, sia lasciato in totale abbandono, se non sprecato, sperperato, umiliato.

La totale mancanza di visione dei nostri amministratori pubblici, che sta facendo letteralmente morire la cultura italiana (dei cui fasti passati continuiamo ancora a vantarci), viene nuovamente messa sotto i riflettori, questa volta dall’istituto di statistica europeo Eurostat.

Da uno studio sulla spesa pubblica dei Paesi europei nel 2011 , emerge che negli investimenti destinati alla cultura l’Italia è all’ultimo posto fra i 27 Paesi dell’Unione Europea, con una percentuale dell’1,1% del Prodotto interno lordo, ben al di sotto della media europea a 27 che è al 2,2% (stessa percentuale vale per l’Eurozona). Perfino la Grecia, anche se di poco, fa meglio di noi, con l’1,2%. La Romania investe in cultura il 2,7% del Pil, e in generale sono i Paesi dell’Est europeo sono quelli a spendere più soldi (la Lettonia è al 4,2%; la Slovenia al 3,7%). In testa alla classifica dei 27 paesi dell’Unione c’è l’Estonia, con il 5% del Pil investito in cultura.

L’Italia è fanalino di coda anche nella spesa pubblica per l’istruzione, sempre nel 2011: l’8,5% del Pil, rispetto al 10,9% della media Ue a 27 (il 10,1% dell’Eurozona). Peggio di noi fa solo la Grecia con il 7,9%. Anche in questo caso, il Paese europeo che più investe nell’istruzione pubblica è l’Estonia, con il 16,9% del Pil; seguono Cipro e Lettonia al 15,6%.

Valeria Bellagamba

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