Pantelleria: le donne dell’isola protestano contro il parto a Trapani

Donne in gravidanza (getty images)

Stanno protestando in queste ore fino ad arrivare ad incatenarsi nella cancellata dell’ospedale di Pantelleria le donne gestanti residenti nell’isola costrette a spostarsi fino a Trapani per partorire e obbligate ad un trasferimento presso le strutture ospedaliere della provincia entro la trentaduesima settimana.

La pratica è stata istituita con un provvedimento emanato dalla regione Sicilia quando era governatore Raffaele Lombardo. Secondo la direttiva regionale, ogni ospedale che non praticava più di 500 parti l’anno doveva chiudere il proprio reparto di ostetricia e le donne dei distretti interessati in necessità doveva recarsi nella struttura più vicina ancora attiva.

L’indignazione delle donne ha portato la mobilitazione del commissario straordinario di Pantelleria, Giuseppe Piazza, il quale è entrato in trattativa con il nuovo governatore, Rosario Crocetta. Proprio Crocetta ha promesso di modificare il provvedimento di Lombardo e di rendere nuovamente attivo il reparto per partorienti dell’ospedale dell’isola. Nei prossimi tempi la situazione dovrebbe risolversi, ha detto Piazza: “Adesso si aspettano tempi tecnici per l’organizzazione del servizio con l’arrivo nell’isola di pediatri e ginecologi. C’è grande malcontento tra le gestanti che vengono mandate sulla terra ferma anche in elicottero con costi di migliaia di euro per il trasporto e lasciate al loro destino”.

Proprio i costi sono la motivazione principale fornita dalle donne, le quali hanno calcolato, nel caso di trasferimento a Trapani per il periodo precedente il parto, una cifra di spesa molto alta pari a 1.500 euro.

Le donne di Pantelleria non si vogliono però limitare ad ascoltare le promesse dei politici locali . Per questa ragione si stanno attrezzando con una raccolta fondi per poter organizzare una manifestazione a Palermo a sostegno della loro causa.

Redazione online