Michele Riondino: “Il Primo Maggio a Taranto contro la parata di Roma”

Michele Riondino (Getty Images)

Il 34enne attore Michele Riondino, protagonista di pellicole di successo come “Dieci Inverni”, “Il passato è una terra straniera” e “Gli sfiorati”, ma noto al pubblico televisivo per aver interpretato “il giovane Montalbano”, in un’intervista su “La Repubblica” oggi in edicola, lancia la sfida al concerto del Primo Maggio organizzato dai sindacati confederali a Roma, ma chiarisce: “Il nostro non è un contro-Concertone, ma il vero Concerto del Primo Maggio”.

Il controevento avrà come location Taranto, città natale dell’attore, che in questo modo proverà a riportare l’attenzione mediatica sulla questione Ilva. Insieme a lui, sul palco, un altra giovane star del nostro cinema, Elio Germano, con il suo gruppo “Bestie Rare”, e poi ancora il rapper tarantino Fido Guido, lo storico gruppo di pizzica salentina Officina Zoé, Daniele Sepe e Andrea Rivera, quest’ultimo anche conduttore della manifestazione.

Ha spiegato Riondino: “L’idea non è di un Festival di Sanremo di sinistra, ma di una giornata per raccogliere la gente e farla divertire e sentire che non è sola. Perché sappiamo già che non ci sarà nessuno a quello di Roma che parlerà di noi, di Taranto. Non ci hanno coinvolto e non ce lo aspettavamo. A 18 anni me ne sono andato, ma prima le manifestazioni in piazza me le ricordo tutte. E tutti i fantasmi che paventavamo allora si sono avverati. I media nazionali hanno messo il silenziatore, dopo il Salva Ilva, ma le condizioni di vita qui sono insostenibili”.

La scelta di Taranto, dunque, non è casuale, perché “del Primo Maggio romano si parla solo per dire chi conduce, chi suona, le lotte tra i cantanti per esserci. Ma non di cosa potranno parlare i sindacati. Dell’ennesima tribuna su un governo che non governa? Dell’aumento dei cassaintegrati?”. Conclude Riondino: “Bisognerebbe parlare di chi all’interno del sistema lavoro italiano ha creato problemi e chi non li ha risolti”. Dopo l’ironia di Elio e le storie tese, dunque, arriva anche la critica, tutta politica e stavolta molto seria, al Concertone organizzato dai sindacati.

 

Redazione online