Il ministro Kyenge a SkyTg24: “Priorità a lavoro e nuove povertà, ma importante lo ius soli”

Cecile Kyenge, neo ministro per l'Integrazione (Getty Images)

In un’intervista a SkyTg24, il neo ministro per l’Integrazione, Cecile Kyenge, è tornata sulle sue parole di ieri circa lo ‘ius soli’, affermando: “Io parto sempre dalla premessa che il Governo ha delle priorità che in questo momento dobbiamo mettere davanti a tutto per quel che riguarda il lavoro e le nuove povertà, che dobbiamo realizzare. Ma possiamo riuscire a dare priorità a quella che definisco nuova cittadinanza”.

“Credo che sia un percorso importante, che dovremmo fare non in quanto ministero dell’Integrazione, ma concordandolo con le forze politiche” – ha proseguito la Kyenge – “Sarebbe giusto che chi nasca in Italia venga considerato italiano. In questa prospettiva, i risultati si trovano quando si riesce a trovare un terreno comune. Il programma presentato da Letta alle Camere è stato condiviso da tutti, oltre a questo, ho ricevuto sostegno da parte di diverse parti politiche alle mie parole. Questo è già positivo”.

La Kyenge ha anche sostenuto la necessità di “una legge contro le violenze di genere”, dicendo: “Dobbiamo ricordare che nel 2012 sono state 150 le donne uccise. Il punto è quello della prevenzione, sia legislativa che culturale. Dobbiamo ratificare la Convenzione di Istanbul. Io e il ministro per le Pari Opportunità, Josefa Idem, avremo modo di collaborare sul tema”.

Sulle leggi che riguardano l’immigrazione, sia la Bossi-Fini che la Turco-Napolitano, il neo ministro ha indicato la strada: “Bisognerebbe pensare a una nuova legge sull’immigrazione, concordata da più parti, che nasca dalla collaborazione tra diversi ministeri. Questo è un lavoro lungo da mettere in campo. Ricordo soltanto che a oggi ci sono 2 milioni di cittadini stranieri che lavorano in Italia e che versano nelle casse dell’Inps circa 8 miliardi di euro. Ciò deve far riflettere sull’importanza dell’immigrazione, che non è fatta solo di diritti, ma di doveri e chi versa le tasse questi doveri li compie”.

Nel frattempo, stamattina, Enrico Letta e il vicepremier Angelino Alfano, in un comunicato congiunto, hanno sottolineato: “Cecile Kyenge è ‘fiera di essere nera’ e noi siamo fieri di averla nel nostro governo come ministro per l’Integrazione. A fronte degli attacchi razzisti che ha ricevuto, a Lei va, anche pubblicamente, la nostra piena solidiarietà. Come sottolineato in sede di insediamento dell’esecutivo alle Camere, bisogna fare tesoro della voglia di fare dei nuovi italiani, e la presenza di Cecile Kyenge nel governo riteniamo dia una nuova concezione del ‘confine’, che da barriera diventa speranza. La speranza di costruire, a partire da scuole e università, una vera comunità dell’integrazione”.

Redazione online