Tensione tra Israele e Siria (Getty Images)


Due colpi di mortaio sono stati sparati dalla Siria in queste ore, esplodendo sulle alture occupate da Israele del Golan, senza però provocare vittime. Secondo la radio militare israeliana, l’episodio sarebbe da considerarsi “accidentale” e da collegarsi ai combattimenti in corso sul versante siriano fra esercito di Bashar al Assad e insorti. Resta comunque alta la tensione a ridosso del confine dopo il raid alle porte di Damasco contro un presunto stock di missili destinati a Hezbollah, attribuito ieri a Israele.

Fanno intanto discutere le parole di Carla Del Ponte, ex procuratore capo del Tribunale penale internazionale e componente della Commissione Onu chiamata a indagare sulla guerra e sulla violazione dei diritti umani in Siria, alla Radio Svizzera Italiana. Ha detto il magistrato: “Abbiamo potuto raccogliere alcune testimonianze sull’utilizzo di armi chimiche, e in particolare di gas nervino, ma non da parte delle autorità governative, bensì da parte degli oppositori, dei resistenti”.

Ha precisato Carla Del Ponte, secondo la quale in questo conflitto “non esistono buoni e cattivi”: “Per il momento noi abbiamo solo elementi sull’uso di armi chimiche da parte dagli oppositori. Poi, quando la commissione speciale potrà condurre l’inchiesta, si potrà stabilire se anche il governo ha fatto utilizzo di queste stesse armi”.

Le parole del magistrato sono state smentite sia dall’Onu che ha affermanto come “non sono state raggiunte prove conclusive circa l’uso di armi chimiche in Siria da alcuna delle parti in conflitto”, sia dagli Stati Uniti, che hanno puntualizzato di “non disporre d’informazioni” sul fatto che “i ribelli siriani siano in grado o intendano usare il sarin”.

Redazione online