Silvio Berlusconi: “La Convenzione per le riforme non serve, c’è il Parlamento”

Silvio Berlusconi (Getty Images)

Intervistato da Mattino Cinque, contenitore del mattino di Canale5, rete ammiraglia Mediaset, l’ex premier Silvio Berlusconi ha sentenziato: “Ho assistito al dibattito che c’è stato a sinistra su chi dovesse essere il presidente della Convenzione: tutto tempo perso. Perché una Convenzione, che non è prevista dalla nostra Costituzione, richiederebbe dei tempi di approvazione che non farebbero altro che allungare il percorso per il cambiamento”.

Secondo il Cavaliere, “il cambiamento deve essere portato avanti, come dice la Costituzione all’articolo 138, dal Parlamento stesso, deve fare due voti: se non si vuole che ci possa essere un referendum, con una maggioranza di almeno due terzi, in modo tale da arrivare ad un cambiamento vero come oggi è urgente avere”. In ogni caso, precisa Berlusconi, non è sua intenzione presiedere la Convenzione: “Stavo evidentemente scherzando, poi quando i giornalisti mi hanno chiesto se io avrei potuto presiedere la Convenzione, ho detto ‘certo, io sono il migliore’. Ma scherzi a parte nel ’94 sono stato io il primo a parlare della necessità di riformare la Costituzione e ho le idee chiare”.

Poi, l’ex premier Silvio Berlusconi ha aggiunto: “Sono stato più di nove anni a Palazzo Chigi. Quindi so direttamente quanto sia difficile governare questo Paese e ho le idee chiare, anche perché le abbiamo espresse in un ddl già depositato già da giorni in Parlamento e che potrebbe essere il ddl da cui partire per arrivare presto alla definizione di questi poteri poteri per il primo ministro, per il governo, per il Parlamento, per la Corte costituzionale e per il presidente della Repubblica”.

Il Cavaliere ha inoltre sottolineato la necessità di ‘non mettere in difficoltà’ l’azione del governo guidato da Enrico Letta: “Non mi sembra logico, in un momento come questo in cui dobbiamo fare il massimo dello sforzo, centrodestra e centrosinistra che si uniscono e che portano avanti insieme un governo per il bene del Paese, e credo che non sia questo il momento per buttare difficoltà addosso a questo governo, che invece dovrebbe essere aiutato al massimo perché possa funzionare e varare quei provvedimenti urgentissimi per l’economia”.

In conclusione, Berlusconi detta l’agenda di quelle che ritiene siano le priorità da affrontare: “Cambiare il sistema delle autorizzazioni preventive nel sistema delle verifiche successive, rilanciare l’industria delle costruzioni attraverso l’Imu, cambiare i metodi operativi di Equitalia, di consentire le aziende di assumere con facilità i giovani. Sono provvedimenti urgentissimi”. Ha chiosato l’ex premier: “E’ interesse del Paese che tutte le forze politiche, finalmente, per la prima volta nella storia della nostra Repubblica, possano dare da subito il loro contributo affinché il governo possa funzionare e varare da subito questi provvedimenti essenziali per la nostra ripresa”.

Redazione online