Bollettino mensile della Bce: “Priorità lavoro giovanile e unione bancaria”

Mario Draghi (Getty Images)

Le priorità dell’Europa restano il lavoro, e in particolare l’occupazione giovanile, e la rapida realizzazione dell’Unione bancaria; a sostenerlo, nel tradizionale bollettino mensile, la Banca Centrale Europea, che sottolinea anche la riduzione sulla stima sul pil dell’Eurozona, atteso in contrazione dello 0,4% contro lo zero indicato in precedenza.

Nel 2014 il Pil dovrebbe far segnare un +1%. Confermate, invece, quelle per il 2015 (+1,6%) e per il 2017 (+1,85). La forte revisione apportata al 2013 (-0,4 punti percentuali) è dovuta, si legge nel bollettino, alla debolezza economica emersa nell’ultimo trimestre del 2012 e nella prima parte di quest’anno. Preoccupa il tasso di disoccupazione, che dovrebbe toccare il 12,3% nel 2013 e il 12,2% nel 2014. E anche in questo caso si tratta di un peggioramento rispetto alle stime del primo trimestre (12,1% nel 2013 e 11,9% nel 2014).

Per la Bce “è fondamentale che i Paesi accelerino sulle riforme strutturali, continuando sui progressi fatti nel risanamento dei conti e procedendo con la ricapitalizzazione delle banche ove necessario”. Un invito diretto ai governi affinché mantengano “il passo verso una vera e propria unione economica e monetaria, compresa la rapida attivazione dell’unione bancaria”.

Si legge ancora nel rapporto: “Il futuro meccanismo di vigilanza unico e il meccanismo di risoluzione unico rappresentano elementi di importanza cruciale per una rinnovata integrazione del sistema bancario e quindi richiedono una rapida attuazione”. E sull’Italia si sostiene che il “successo” delle aste di titoli di stato nel nostro Paese e in Spagna “è stato determinante per gli andamenti nei mercati dei titoli di Stato dei paesi periferici dell’area dell’euro”.

Ciò nonostante, Italia, Grecia, Portogallo e Spagna “si contraddistinguono per un potenziale di crescita assai basso e, al tempo stesso, da livelli di debito che il più delle volte superano significativamente la media dell’area dell’euro”. Tali condizioni rendono “particolarmente difficile ridurre rapidamente i livelli di debito”, soprattutto a causa degli elevati spread. Occhi puntati in maniera negativa sull’Italia anche per un altro motivo, è l’unico paese della periferia nel quale “la competitività non è migliorata dal 2008”.

Redazione online