Studio dell’Istituto Sant’Anna denuncia: “I Cie per migranti sono incostituzionali”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:37
Migranti in rotta verso Lampedusa (getty images)

Uno studio della Scuola di Studi Superiori Sant’Anna di Pisa ha messo in evidenza l’incostituzionalità dei Centri di identificazione ed espulsione per migranti. Secondo lo studio, pubblicato da Redattore sociale, “il sistema dei Centri di identificazione ed espulsione viola l’articolo 13 della Costituzione, quello della libertà personale, perché la detenzione, simile a quella del carcere, non è regolata da legge”.

I Cie, si legge nel rapporto, costano all’Italia 55 milioni di euro all’anno. La cifra si ottiene calcolando un insieme una serie di cifre che racchiudono i costi di gestione, quelli per l’attività legale e quelli di costruzione e ristrutturazione delle strutture.

Il curatore dello studio, Alberto Di Martino, docente di diritto penale dell’Istituto Diritto, politico e sviluppo della Scuola pisana, ha preso in esame il pacchetto sicurezza e il diritto penale sull’immigrazione, sostenendo: “I soggetti trattenuti sono alloggiati in cellule o in unità abitative separate l’una dall’altra per mezzo di barriere metalliche o di plexiglas e non possono spostarsi liberamente da un’unità all’altra; non è possibile per i trattenuti lasciare il centro senza autorizzazione; gli uomini e le donne sono rigorosamente separati; oggetti che potrebbero essere utilizzati come armi sono proibite, tra cui penne con tappi, graffette, materiale infiammabile, e sono vietati oggetto infiammabile tra cui anche giornali e riviste; il personale interno percepisce il Cie come struttura carceraria”.

Spiega ancora il prof. Di Martino: “L’oscurità delle fonti che regolano effettivamente il governo dei Cie crea una situazione di notizie riservate nell’interesse dello Stato al di fuori della normativa prevista specificamente in materia di segreti di Stato e notizie riservate, appunto, nell’interesse dello Stato. C’è una sottrazione di parti del territorio dello Stato, se non alla vista, all’effettivo controllo democratico”.

Intanto, le organizzazioni riunite nella campagna LasciateCIEntrare criticano il cosiddetto rapporto Ruperto, voluto dall’ex ministro Cancellieri: “Manifesta la totale ignoranza delle effettive criticità della detenzione amministrativa”.

Redazione online