Allarme da Cgia e Confcommercio: “Aumento dell’Iva serio pericolo per i consumi”

Il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli (Getty Images)
L’ufficio studi di Confcommercio ha calcolato che il previsto aumento dell’Iva dal 21% al 22% dal prossimo 1 luglio comporterà, per una famiglia di 3 persone, una ‘stangata’ di 135 euro in media l’anno. Secondo Confcommercio, si tratta di un duro colpo per famiglie e imprese visto che l’aliquota standard Iva riguarda circa il 70% dei consumi totali.

Stesse preoccupazioni da parte di Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre: “Bisogna assolutamente scongiurare questo aumento. Se il Governo Letta non lo farà, corriamo il serio pericolo di far crollare definitivamente i consumi che ormai sono ridotti al lumicino con gravi ripercussioni economiche non solo sulle famiglie, ma anche su artigiani e commercianti che vivono quasi esclusivamente della domanda interna. Rispetto al 2011, la riduzione della spesa per consumi delle famiglie italiane è stata del 4,3%, una variazione negativa molto superiore a quella registrata nel biennio 2008-2009, quando, al culmine della recessione, i consumi avevano segnato una caduta tendenziale del 2,6%”.

In un’intervista a ‘La Repubblica’, in edicola oggi, intanto, il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli ha sostenuto quali siano a suo avviso le priorità del governo: “Non pagare l’Imu e scongiurare quella calamità naturale che rappresenterebbe l’aumento dell’Iva. La domanda interna, fra investimenti e consumi, muove l’80% del Pil, ora è ferma: alzare l’aliquota significa assestarle un ultimo, letale colpo”.

Ha proseguito Sangalli: “Mi rendo conto delle difficoltà, ma bisogna insistere sul controllo qualitativo e sulla riduzione della spesa pubblica, sulla lotta all’evasione e all’elusione”. Infine un commento sull’ipotesi di elezioni ad ottobre: “Andando a votare ora a perderci sarebbe il Paese. Io mi auguro che il governo vada avanti e che affronti con estrema urgenza problemi irrisolti da troppo tempo”.

Redazione online