Metodo Stamina: il decreto Balduzzi passa alla Camera con 504 voti favorevoli

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Ricerca sulle staminali (Getty Images)
E’ passato oggi alla Camera il voto al decreto che porta il nome dell’ex ministro della Salute Renato Balduzzi diventato noto al grande pubblico in quanto consente, tra l’altro, l’uso compassionevole delle cellule staminali embrionali per la terapia di patologie rare e senza cura, quindi del cosiddetto metodo Stamina. A favore del decreto Balduzzi hanno votato 504 deputati.

Michela Marzano, filosofa e deputata del Pd, ha poco fa polemizzato: “Non si può fare un business della disperazione, non si possono creare illusioni sull’efficacia di cure che non sono state validate. Con le modifiche apportate al testo originario non si vuole vietare nessuna terapia, si vuole solo sperimentarne in modo trasparente e scientifico la validità, come sempre si deve fare di fronte a nuovi farmaci e nuove cure. Dare semplicemente il via libera all’utilizzo di terapie che non abbiano seguito l’iter standardizzato di validazione dei farmaci significherebbe aprire la porta anche a chi senza scrupolo approfitta della disperazione altrui”.

Intanto, sulle pagine del ‘Messaggero’ è arrivato l’appello, lanciato poche ore prima su Facebook, Tiziana Massaro, madre di Federico, uno dei bambini che stanno ricorrendo al metodo Stamina: “Per vostra fortuna non sapete cosa sia nè cosa comporti la malattia di mio figlio, che nell’arco di 5 mesi e mezzo ha smesso di camminare, usare le braccia e le mani e di tenere il capo eretto”.

Ha proseguito la mamma di Federico, sostenendo che a marzo, dopo la prima infusione a Brescia, “in pochi giorni [Federico] ha migliorato la respirazione, la deglutizione, ha ricominciato a dormire da solo e riesce a reggersi in appoggio sulle gambine, ha ricominciato a mangiucchiare, e non ha più momenti di assenza mentale. Domani vi troverete a decidere se e come la Stamina, e mio figlio, potranno continuare le cure. Dalle vostre dichiarazioni in aula e nelle audizioni sono certa di poter dire che molti di voi hanno studiato la materia su giornali di moda o di sport… ma qui, forse ancora non lo avete capito, si parla di vite umane”.

Redazione online