Ilva di Taranto: evasione fiscale e riciclaggio, sotto sequestro il patrimonio della famiglia Riva

Ilva di Taranto (Photo DONATO FASANO/AFP/Getty Images)

Oltre un miliardo di euro in beni immobili, titoli e disponibilità finanziarie sono stati sequestrati oggi a Milano, su ordine del gip del Tribunale del capoluogo lombardo, Fabrizio D’Arcangelo su richiesta dei pm Stefano Civardi e Mauro Clerici coordinati dal procuratore aggiunto Francesco Greco, a diversi componenti della famiglia Riva, storica proprietaria dell’Ilva di Taranto; l’ipotesi di reato riguarda una presunta maxi evasione fiscale con soldi della famiglia Riva fatti rientrare in Italia attraverso il meccanismo dello scudo fiscale e sottratti indebitamente alle casse dell’azienda.

Il provvedimento è stato eseguito dagli uomini del nucleo di polizia tributaria delle Fiamme gialle del capoluogo lombardo e di Varese. Le accuse, a vario titolo, sono di frode fiscale, riciclaggio, intestazione fittizia e truffa ai danni dello Stato. La famiglia Riva, attraverso degli interposti fittizi, con sede in Italia e Svizzera, avrebbe nascosto la reale titolarità delle disponibilità finanziarie create con i soldi dell’Ilva, facendo risultare all’estero beni che in realtà si trovavano nel nostro Paese, con l’obiettivo di rendere applicabili i vantaggi derivanti dallo scudo fiscale.

Intanto, secondo quanto riferiscono fonti interne alla procura di Taranto, il gip Patrizia Todisco ha concesso gli arresti domiciliari al presidente della Provincia di Taranto Gianni Florido, arrestato lo scorso 15 maggio per concussione nell’ambito di un’inchiesta sullo stabilimento siderurgico Ilva. Resta invece in carcere l’ex assessore provinciale all’Ambiente Michele Conserva.