Ilva di Taranto: il CdM vara il decreto, Enrico Bondi nuovo commissario straordinario

Enrico Bondi (PACO SERINELLI/AFP/Getty Images)

Si è concluso poco fa il Consiglio dei Ministri straordinario che aveva come obiettivo l’approvazione di un decreto urgente per salvare l’Ilva. A darne notizia il sito del Governo con un breve flash: “Terminata, a Palazzo Chigi, la riunione del Consiglio dei Ministri”. In mattinata, era stato il ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato, ad annunciare le scelte del governo Letta.

Intanto, è stata diffusa una bozza del decreto che “il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente del Consiglio” possa deliberare “il commissariamento straordinario dell’impresa, esercitata anche in forma di società, che gestisca almeno uno stabilimento di interesse strategico nazionale ai sensi dell’art. 1 del decreto legge 3 dicembre 2012, n. 207, convertito dalla legge 24 dicembre 2012, n. 231, la cui attività produttiva abbia comportato e comporti pericoli gravi e rilevanti per l’integrità dell’ambiente e della salute a causa della inosservanza, contestata dalle Autorità competenti, dell’autorizzazione integrata ambientale”.

Il commissario straordinario chiamato a gestire l’emergenza sarà, secondo quanto previsto dall’art.2 del decreto, un esperto di questo tipo di situazioni, Enrico Bondi, che verrà “nominato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri entro sette giorni dalla delibera del Consiglio dei Ministri” e si avvarrà “di due sub commissari, di cui uno nominato dal Ministro dello sviluppo economico e l’altro dal Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. Con gli stessi procedimenti si provvede all’eventuale sostituzione o revoca del commissario e dei sub commissari”.

Inoltre, “per la durata del commissariamento sono attribuiti al commissario tutti i poteri e le funzioni degli organi di amministrazione dell’impresa ed è sospeso l’esercizio dei poteri di disposizione e gestione dei titolari dell’impresa, nonchè dei diritti connessi alla titolarità o al possesso delle quote o delle azioni. Nel caso di impresa costituita in forma societaria, i poteri dell’assemblea sono sospesi per l’intera durata del commissariamento”.

Enrico Bondi, uno dei più convinti sostenitori della depenalizzazione del falso in bilancio poi approvata dal secondo governo Berlusconi, è stato in prima fila nel salvataggio dal crac sia di Montedison che di Parmalat, azienda della quale è stato anche commissario straordinario. Dall’aprile 2013 era amministratore delegato dell’Ilva di Taranto, incarico dal quale si era dimesso qualche giorno fa.

Redazione online