Ondata di terrore in Pakistan, colpiti anche uno scuolabus e l’ospedale

L'attacco di ieri contro un monumento storico in Pakistan (Getty Images)

Sarebbero almeno undici le studentesse uccise nell’esplosione di una bomba su un autobus dell’università femminile Sardar Bahadur Khan a Quetta, nel sud del Pakistan. A renderlo noto, il funzionario di polizia Atique Khan a un’agenzia di stampa: “Posso confermare che undici stidentesse sono state uccise e più di 17 ferite”. Ulteriore conferma è poi arrivata dal responsabile del distretto della polizia di Quetta, Zubair Mehmood: “La bomba è esplosa appena le studentesse e le insegnanti sono salite sull’autobus per andare dall’università al centro di Quetta”.

Subito dopo l’attentato, le ragazze ferite sono state trasportate d’urgenza all’ospedale Bolan di Quetta, dove si sono sentite altre due esplosioni seguite da una sparatoria. In questo ulteriore attacco, secondo quanto afferma la tv di Stato, che ha mostrato le immagini del panico tra le persone dopo le esplosioni in ospedale, sarebbe morto un funzionario del governo locale. Si tratta del più grave attentato compiuto in Pakistan dall’inizio dell’anno.

Poche ore prima, invece, una granata è stata lanciata contro un importante monumento in Pakistan, nella località di Ziarat, vale a dire la casa dove il fondatore del Paese, Azam Muhammad Ali Jinnah, ha trascorso gli ultimi giorni della sua vita. Secondo il racconto di un funzionario di polizia, quattro militanti su due moto sono entrati nella residenza e hanno lanciato bombe.

Ha sostenuto il poliziotto: “Tutti i vecchi cimeli all’interno della residenza sono stati distrutti”. Nella sparatoria, un suo collega sarebbe rimasto ucciso. Secondo quanto affermano sempre fonti di polizia, la struttura in legno dell’edificio sarebbe irrecuperabile, ma quella in cemento avrebbe retto alle fiamme.

La località si trova nella regione del Belucistan, la più grande del Pakistan; il governatore della regione, Abdul Malik Baloch, ha sostenuto: “Condanno con forza questo atto. Vorrei anche chiamare esperti stranieri per ripristinare la residenza di Ziarat nella sua forma originale”.

Redazione online