Compravendita di senatori, Sergio De Gregorio chiede il patteggiamento

Silvio Berlusconi con il senatore Sergio De Gregorio nel 2008 (Getty Images)

Si è aperta con la richiesta di patteggiamento avanzata dall’ex senatore Sergio De Gregorio l’udienza preliminare del processo che riguarda la presunta compravendita di senatori avvenuta nel corso del secondo governo guidato da Romano Prodi. Secondo quanto emerso e secondo le dichiarazioni dello stesso senatore, che in quegli anni passò dall’Idv al Pdl, questi avrebbe ottenuto tre milioni di euro, due dei quali al nero, sia in contanti sia sotto forma di finanziamenti al suo movimento politico, Italiani nel mondo.

Insieme a De Gregorio, risultano imputati nel processo l’ex direttore dell’«Avanti» Valter Lavitola e il leader del Pdl Silvio Berlusconi. Proprio quest’ultimo, secondo quanto raccontato dall’imprenditore Bernardo Martano, amico dell’ex esponente dell’Idv, era ritenuto da De Gregorio “la persona più ricattabile d’Italia”.

Avrebbe raccontato Martano nel corso di un interrogatorio reso pubblico ieri alla vigilia dell’udienza preliminare: “Preciso che avevo visto con i miei occhi Silvio Berlusconi a Napoli in occasione della manifestazione politica da me sponsorizzata, ed avevo visto che abbracciava De Gregorio. È noto che queste manifestazioni amicali e di affetto tra politici in occasioni ufficiali possono essere di mera facciata e di convenienza. Dunque feci la domanda chiedendogli di darmi una risposta sincera”.

Ha proseguito l’imprenditore: “A questo punto De Gregorio, ricordo come se fosse oggi, mi fece un sorriso sornione e beffardo. Mi disse quasi testualmente: ‘Berlusconi ha pesantemente finanziato il mio movimento politico e comunque è la persona più ricattabile d’Italia e, per quanto mi riguarda, io personalmente lo considero la mia assicurazione, in senso che in futuro, se le cose mi dovessero andare male, lui non mi può mai dire di no”.

Ad accusare Berlusconi anche l’ex esponente del Pdl Italo Bocchino, che rispetto a Lavitola ha raccontato: “La sua candidatura era molto appoggiata da Silvio Berlusconi in persona. Berlusconi proprio ebbe a dirmi nel corso di una riunione che lui teneva particolarmente a questa candidatura poiché era grato a Lavitola per il fatto che si era prodigato all’epoca del governo Prodi e della sua crisi per quella che fu chiamata ‘Operazione Libertà’ e cioé il traghettamento di alcuni parlamentari dal centrosinistra verso il centrodestra”.

Nel Pdl, però, arriva la difesa di Silvio Berlusconi, attraverso una nota diramata da Denis Verdini: “Leggo con stupore un’agenzia nella quale si dice che Sergio De Gregorio avrebbe sostenuto che Silvio Berlusconi ‘era la persona più ricattabile d’Italia’ e che, parlando con l’imprenditore Bernardo Martano, avrebbe riferito che lo considerava la sua ‘assicurazione’ per il futuro, perche ‘se le cose mi dovessero andare male lui non mi può mai dire di no’. Niente di più lontano dalla verità”.

Ha concluso Verdini: “Com’è noto, infatti, e come tutti sanno, ed io meglio degli altri, di ‘no’ alle insistenti richieste di denaro da parte di De Gregorio ne sono stati detti molti e che gli sono state respinte sempre le sue pretese di soldi, oltre a quelli ufficialmente elargiti come da atti ufficiali di partito e nell’ambito dell’attività dello stesso”.

Redazione online