Il ministro Saccomanni: “Ridurre la spesa pubblica per ripartire”

Fabrizio Saccomanni (VINCENZO PINTO/AFP/Getty Images)

In un’intervista al ‘Corriere della Sera’, il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni ha affermato: “Abbiamo un debito pubblico elevato che va onorato, perché ogni anno emettiamo 400 miliardi di titoli, un obbligo che sarebbe lo stesso se non fossimo nell’Ue e non ci fosse il Fiscal compact, anzi sarebbe peggio, perché l’Italia dovrebbe conquistarsi da sola la credibilità sui mercati”.

Ha proseguito l’ex direttore generale di Bankitalia: “Sappiamo che non basta: vogliamo rilanciare l’economia riducendo le tasse su lavoro e imprese. Non possiamo farlo aumentando il debito, quindi dobbiamo ridurre le spese, cosa che tutti i governi hanno provato a fare”.

Ha detto ancora Saccomanni: “Noi vogliamo ridurre le spese correnti ma non è un lavoro che consenta nel giro di poche settimane di reperire miliardi di euro come se avessimo la bacchetta magica”.

Il ministro dell’Economia ha poi sostenuto: “Gli impegni presi sui pagamenti della Pubblica amministrazione, gli incentivi per le ristrutturazioni, la rata Imu non pagata, il mancato aumento dell’Iva, i fondi per la cassa integrazione in deroga, quelli anticipati alle amministrazioni regionali, lo sblocco dei versamenti per il sisma, l’accelerazione nell’uso dei fondi strutturali, tutti questi interventi compongono una importante manovra di stimolo all’economia realizzata senza aumentare debito”.

Infine un annuncio: “Lo scorso governo si è concentrato sull’analisi e la valutazione della spesa ma ha avuto una battuta d’arresto con la crisi politica e la fine della legislatura adesso riconvocheremo il comitato interministeriale per il controllo della spesa e avremo un commissario straordinario”.

Redazione online