Storico discorso all’Onu di Malala, la ragazzina pakistana che sfidò i talebani

Malala Yousafzai parla alle Nazioni Unite (STAN HONDA/AFP/Getty Images)

Ieri si è celebrato alle Nazioni Unite il “Malala Day”, una giornata internazionale dedicata a Malala Yousafzai, la giovane ragazza pakistana che rivendicò il diritto all’istruzione per le ragazze del suo Paese sfidando l’intransigenza dei talebani. Malala per questo fu ferita gravemente con un colpo di arma da fuoco alla testa, lo scorso ottobre, nel tentativo, fallito, di metterla a tacere. Dopo un lungo ricovero in Gran Bretagna la coraggiosa ragazza, che proprio ieri ha compiuto 16 anni, è tornata a lottare nella sua battaglia civile a favore dell’istruzione delle donne e dei giovani.

“Ecco la frase che i taleban non avrebbero mai voluto sentire, buon 16 esimo compleanno Malala“, ha esordito ieri alle Nazioni Unite l’ex premier britannico Gordon Brown, inviato speciale dell’Onu per l’Educazione, aprendo il “Malala Day”. Visibilmente emozionata, quando ha preso la parola Malala ha detto: “In realtà non saprei da dove iniziare”. Ma poi con decisione e consapevolezza ha proseguito: “Questo non è il mio giorno, ma è il giorno di tutti coloro che combattono per una causa, io sono qui per dare la parola a chi non ha voce“. “Non sarò ridotta al silenzio dai taleban – ha continuato – Quando mi hanno sparato la paura è morta così come l’essere senza speranza“. Da quell’esperienza sono “nati forza e coraggio. Il loro proiettile non mi ridurrà al silenzio”, ha aggiunto la coraggiosa ragazza. Gli estremisti, ha detto Malala hanno paura del cambiamento e “abusano del nome dell’Islam a loro beneficio“. “L’Islam è una religione di pace – ha sottolineato – e la pace è necessaria per l’istruzione“.

“Sono qui per parlare del diritto all’istruzione per tutti. Voglio istruzione anche per i figli e le figlie dei talebani“, ha detto ancora la ragazza. “Prendete i vostri libri e le vostre penne, sono la vostra arma più potente. Un bambino, un insegnante, una penna e un libro possono cambiare il mondo“, ha affermato Malala con la forza e l’entusiasmo di coloro che il mondo lo cambiano davero. “I talebani hanno paura del potere dell’istruzione – ha aggiunto – hanno paura del potere delle donne. Per questo uccidono, perché hanno paura”.

Un discorso quello di Malala che ha ricevuto l’ovazione di tutti i rappresentanti delle istituzioni presenti nella sala Trusteeship Council del Palazzo di Vetro, che si sono alzati in piedi per tributare un lunghissimo e caloroso applauso alla ragazza giunta dal Pakistan, un Paese tormentato da attentati, povertà e analfabetismo. “Malala tu sei la nostra eroina, sei la nostra grande campionessa, noi siamo con te, tu non sarai mai sola”, ha detto il segretario generale dell’Onu Ban Ki-Moon.

Redazione

Con direttanews.it sei sempre al centro delle notizie, clicca QUI e diventa fan