Biopic su Berlusconi, Jack Nicholson in pole come protagonista

Jack Nicholson (Roy Jones/Getty Images)

Che ne possa sancire oppure no il declino, la sentenza della Cassazione che ha condannato – per la prima volta – in via definitiva il presidente del Pdl ed ex premier Silvio Berlusconi ha indubbiamente segnato un passaggio molto importante per la vita del nostro Paese e per quella personale del Cavaliere, tanto da far riemergere nuove indiscrezioni su un biopic sull’uomo che per un quarto di secolo è stato protagonista indiscusso della scena nazionale.

La notizia di un film su Berlusconi ha subito scatenato le fantasie dei bookmakers, che hanno lanciato la scommessa su chi possa essere il protagonista del biopic. In pole position, secondo Agipronews, c’è Jack Nicholson, bancato a otto volte la scommessa da Paddy Power. Quotati a nove, invece, Dustin Hoffman, Robert De Niro e Harvey Keitel. Fisico da ex culturista, ma una certa esperienza politica, Arnold Schwarzenegger, ex governatore della California, è a dieci, come Al Pacino, Anthony Hopkins e Tom Hanks. Berlusconi nel ruolo di se stesso invece è dato a 67.

Non sarebbe comunque la prima volta che il cinema si cimenta con il fenomeno Berlusconi; la pellicola più nota e importante è indubbiamente ‘Il Caimano’ di Nanni Moretti, in concorso a Cannes e pluripremiato ai David di Donatello. Il più recente è invece “S. B. io lo conoscevo bene”, con interviste ai protagonisti del ventennio berlusconiano. Ha fatto molto discutere anche “Silvio Forever” di Roberto Faenza e Filippo Macelloni, scritto su soggetto di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella.

Poco successo hanno raccolto pellicole come “Bye Bye Berlusconi” film tedesco sulla scalata al potere di Micky Laus, imprenditore di angurie, proprietario della Melonen TV, presidente della squadra AC Topolonia e fondatore di Forza Topolonia, il film low budget autofinanziato “Shooting Silvio”, boicottato da tutte le televisioni, e lo sconosciuto “Ho ammazzato Berlusconi”, divertente commedia degli equivoci in cui si narra della morte accidentale del premier, che viene tenuta nascosta dai suoi collaboratori.

Ci sono infine una serie di documentari, capifila “Viva Zapatero” di Sabina Guzzanti e “Quando c’era Silvio” di Deaglio-Cremagnani, che raccontano episodi particolari legati al ventennio berlusconiano.

Redazione online