Ciclisti in Gran Bretagna, anche la politica in campo per tutelarli

Ciclisti (Mark Dadswell/Getty Images)

I ciclisti in Gran Bretagna potrebbero avere ben presto “una corsia privilegiata”; questo il senso della proposta del giovane deputato, Julian Huppert, appartenente all’area liberal democratica, che in Parlamento è la principale alleata dei conservatori e che nel Paese è nettamente la terza forza. Il parlamentare ha lanciato un’iniziativa di legge, che verrà sostenuta al congresso del suo partito, in una sezione dedicata alla “Cycling Reform”, per la quale un automobilista che faccia un incidente con un ciclista verrà considerato presunto colpevole, a meno che non sia in grado di provare il contrario.

La nuova norma prevede però che anche un ciclista che investe un pedone cada nello stesso stato di presunto colpevole, dunque si tende a tutelare il soggetto più debole. Pugno di ferro, inoltre, per quegli automobilisti che vadano a invadere le piste ciclabili, mentre dal canto loro i ciclisti dovranno far molta attenzione a non salire sui marciapiedi e a non passare col rosso, perché rischierebbero maximulte.

La tutela dei ciclisti ha fatto nascere nel Parlamento britannico un gruppo interpartitico, a cui ha affidato la sua proposta anche Chris Boardman, campione olimpico nel 1992 e recordman dell’ora, che rivolgendosi al premier Cameron lo ha invitato a sostenere la battaglia del sindaco di Londra, Boris Johnson: “Cameron farebbe bene a guardare a quello che ha fatto Johnson a Londra: nella capitale ormai abbiano un cycling action plan, abbiamo risorse sempre maggiori e un responsabile per il ciclismo che spinge perché le politiche per la bicicletta vengano rispettate. Questo impegno da Londra si deve diffondere in tutto il paese”.

Redazione online