Intervista al regista Paolo Genovese: “Vorrei che la gente tornasse ad amare il cinema italiano”

Paolo Genovese

INTERVISTA ESCLUSIVA A PAOLO GENOVESE  – Paolo Genovese è un bravissimo regista e autore romano, passato alla ribalta nel cinema italiano con un grande film come “Incantesimo Napoletano” in coppia con l’amico e  collega Luca Miniero. Ha proseguito la sua carriera con altri film e serie televisive di grande successo, fino ad arrivare a due prodotti suoi che hanno incassato tantissimo ai botteghini: stiamo parlando di “Immaturi” e “Immaturi – Il viaggio ” (in programmazione su Sky cinema in questi giorni). Noi di Direttanews abbiamo voluto sentirlo per farci racconatare il suo passato, il presente e i progetti futuri.

 

 

Caro Paolo, lieti di ospitarti su Direttanews. Ripercorriamo un po’ le tappe della tua carriera. Parlami della tua opera prima: “Incantesimo napoletano” . Che emozioni hai provato?

“Incantesimo Napoletano” naturalmente è uno dei film  a cui sono più legato in assoluto, innanzitutto perchè ha sancito il mio esordio, che mi ha fatto realizzare che stavo facendo il lavoro che ho sempre sognato per tanto tempo. L’emozione di vederlo proiettato in sala  è la cosa più bella che ha lasciato dentro di me un ricordo indelebile. E’ stato un film molto fortunato, che ha vinto tantissimi premi e che ha avuto un buon riscontro da parte della critica e nonostante sia uscito in poche copie, ha sempre avuto una grande affluenza di pubblico nelle sale.

 

Paolo Genovese e Luca Miniero

Nei  primi tuoi tre film hai lavorato in coppia con Luca Miniero. E’ più semplice  lavorare in coppia o si sta meglio da soli?

Il nostro è un connubio strano, perchè due registi sono le persone meno adatte a lavorare in coppia. Il regista è un ruolo individuale per definizione,  però noi abbiamo iniziato con la voglia di fare qualcosa insieme al di là della pubblicità, che in quel momento era il nostro lavoro in un’ agenzia. E’ nato tutto per gioco; ci divertivamo a fare cortometraggi e mai avremmo pensato che poi sarebbe diventato a tutti gli effetti un mestiere. Ci è capitato di diventare registi insieme e, visto il buon successo di “Incantesimo napoletano” ci hanno subito proposto di fare un altro film e poi un altro ancora. Il nostro rapporto lavorativo è durato 10 anni, dopo di che abbiamo deciso di intraprendere strade individuali.

 

“Nessun messaggio in segreteria” e “Questa notte ancora nostra”. A quali di questi due film ti senti più legato?

Sicuramente a “Nessun messaggio in segreteria” perché é stato un film molto particolare che abbiamo scritto con idee abbastanza surreali, libero da qualunque vincolo e da qualunque ottica commerciale, con un cast davvero importante che io amo moltissimo: Pierfrancesco Favino, Carlo Delle Piane, Lorenza Indovina e Valerio Mastrandea

Passiamo a uno dei tuoi più grandi successi: “La banda dei babbi natale”. Raccontaci qualche aneddoto di questo film che ha avuto tra i protagonisti Aldo Giovanni e Giacomo.

Aldo Giovanni e Giacomo sono piovuti dal cielo nella mia vita. Mi arrivò una telefonata da parte del produttore, Andrea Guerra, dicendomi che voleva incontrarmi. Ci siamo poi visti con i tre comici, che tra l’altro io adoro, e ci siamo subito piaciuti.

E’ stato molto divertente, ed era per me una novità perché oltre ad essere un regista sono anche un autore e si trattava dell’unico film che non ho scritto. Sono andato a irrompere in un terzetto ben assortito e in qualche modo mi sentivo un elemento esterno, che poi é diventato l’ago della bilancia. Mi sono trovato benissimo, anche grazie alla loro serietà e disponibilità. Un film molto fortunato che ha incassato oltre 22 milioni di euro e che ha dato una grossa soddisfazione a me e ai tre comici

Immaturi e Immaturi –Il Viaggio. Due film che hanno avuto pareri molto positivi da parte della critica. E’ stato semplice lavorare con degli attori molto bravi come Bova, Angiolini, Memphis, Luca e Paolo ecc?

Sono i due film a cui sono legato di più. Se devo dire la verità, a Immaturi – il viaggio sono ancora più legato e per due motivi: il primo é che fare un sequel è sempre un grosso rischio. C’è la paura di deludere il tuo pubblico. Il sequel di solito si fa solo se il primo film é andato bene, non nasce mai da solo. Nasce perchè hai raccontato una storia, che é piaciuta tantissimo e desideri che abbia un seguito. L’altro motivo per cui sono molto soddisfatto é che all’interno della storia ho inserito un elemento drammatico come quello del cancro. Trattare una tematica del genere all’interno di questa storia é stata molto apprezzato dalla critica e dal pubblico. Il fatto che Immaturi – Il viaggio sia piaciuto più del primo film per me é stato motivo di grande felicità.

E’ stato molto semplice lavorare con un cast di questo calibro, perché hanno accettato tutti con grande entusiasmo di far parte di questo progetto. E’ nata una grande amicizia fra tutti quanti e sopratutto nel sequel, al ritorno dalla Grecia, avevamo tutti il magone, segno di grande coesione fra noi.

L'intero cast di Immaturi - Il Viaggio

Dove è partita l’idea di Immaturi?

E’ il primo progetto che ho scritto in vita mia, al primo anno di università.  La nostalgia del liceo ha fatto nascere in me la voglia di  scrivere questa storia. E’ rimasta nel cassetto per tanto tempo, fino a 4 anni fa. Raccontai l’idea al mio produttore, Marco Belardi, e fu davvero entusiasta di questa cosa. Mi disse di continuare a scrivere e man mano che lo facevo mi rendevo conto che stava venendo fuori un buon lavoro.

Con quale attore sogni di lavorare un giorno?

Sino ad oggi sono stato  davvero fortunato perché ho sempre lavorato con  grandissimi attori . Mi pacerebbe fare un film con Elio Germano perchè lo trovo davvero straordinario. Come attrice invece mi piace molto Giovanna Mezzogiorno.

Qual’è il tuo regista preferito  oggi in Italia?

A me piacciono molto Matteo Garrone e Paolo Virzì

Che momento sta vivendo secondo te il cinema italiano

Il cinema italiano purtroppo fa le montagne russe, ha dei momenti buoni e altri meno. Non è un periodo roseo in assoluto. Non c’è stabilità.

L’equilibrio si trova non con il singolo film che incassa 40 milioni di Euro, ma con tanti prodotti buoni. Manca la continuità di buoni film. Purtroppo c’è tanta brutta roba che allontana la gente dal cinema e non voglio essere arrogante nel dire questa cosa. E’ dimostrato infatti che se un film è buono, fa bene a quello successivo e innesca una sorta di meccanismo virtuoso che invoglia la gente ad andare nelle sale e ad amare il cinema italiano.

Quali sono i  tuoi progetti futuri? Hai in cantiere qualche film?

Ho appena finito di girare “Una Famiglia perfetta” che sarà nelle sale tra 3 settimane. Tra gli attori presenti in questa commedia ci sono Sergio Castellitto, Claudia Gerini, Carolina Crescentini e Francesca Neri, Marco Giallini ed Eugenia Costantini.

Grazie Paolo per la tua disponibilità

Grazie a te Michele e un saluto a tutti i lettori di Direttanews

 

Michele D’Agostino per Direttanews