Animali: aumenta del 10% il commercio di specie illegali

Sequestro traffico illegale in Francia (Getty images)

Nel primo semestre del 2013, secondo i dati parziali comunicati dal servizio Cites, del Corpo forestale dello Stato, il commercio illegale di animali selvatici, tra cui specie particolari e in via d’estinzione, sarebbe aumentato del 10% in Italia.
E questo perché gli animali selvatici diventerebbero sempre più un moda, impiegati come “animali da compagnia”.
Stando a quanto avrebbe riferito ad Adnkronos, Ciro Lungo, primo dirigente del servizio Cites, “secondo i dati parziali del 2013 (da gennaio a giugno) si registra, infatti, un aumento del 10%, rispetto all’anno scorso, del commercio e della detenzione illegale delle specie protette e tutelate dalla Convenzione di Washingthon (Cites). Quando parliamo di violazione della normativa Cites facciamo riferimento a un numero di specie molto esteso, che comprende oltre 5.000 specie animali e 25.000 specie vegetali minacciate”, afferma Lungo.

“In Italia abbiamo alcune specie particolarmente a rischio in quanto oggetto di traffici illegali. Le tartarughe di terra le più richieste sul mercato, la maggior parte prelevate illegalmente in Africa e trasportate nei portabagagli delle autovetture ma provenienti anche dalla Sicilia e Sardegna che costituiscono un ottimo ambiente naturale per la crescita dei rettili in questione”, sottolinea il dirigente.
Ma il mercato tocca anche rapaci da collezionismo o utilizzati per attività di falconeria e spettacoli: tra questi sottolinea Lungo, si contano falchi lanari e di Bonelli, “specie rare che possono raggiungere un valore di circa 6.000 euro”.

Dato positivo proverebbe dal fatto che si delinea un calo dei prodotti di medicina tradizionale cinese, farmaci con parti di tigre e piante in via d’estinzione. A questa tendenza però, si riscontro invece un incremento del commercio di avorio, di corno di rinoceronte che, come indica il dirigente Cites, avrebbe un valore al grammo maggiore dell’oro.

Sul tema dei sequestrati, sopratutto in periodo di rientro dalle ferie, le autorità avrebbero riscontrato molti souvenir tra i quali coralli e conchiglie ma anche oggetti di pelle (di serpente e coccodrillo) senza l’adeguata documentazione.

“Noi vigiliamo affinché l’Italia non funga da paese che alimenta questi traffici illegali, attraverso maggiori controlli su internet e negli aeroporti. Per chi invece voglia acquistare uno degli animali, appartenenti alla categoria protetta e tutelata dalla Cites, sono necessarie le autorizzazioni per le specie considerate pericolose”, sottolinea Lungo che ricorda la “sanzione penale con ammenda fino a 10.000 euro per chiunque abbandoni il proprio animale. Meglio rivolgersi al servizio Cites che provvederà ad ospitarlo temporaneamente in istituiti adeguati per le cure del caso”.

Redazione