Uruguay: acque territoriali del paese diventano un santuario per balene e delfini

Coda balena franca australe (Screenshot youtube)

Stando a quanto riporta l’agenzia France Presse, il Parlamento dell’Uruguay avrebbe approvato una legge con la quale la totalità delle acque territoriali del paese saranno riservate per un santuario delle balene e dei delfini.
La legge, promossa dall’Organizzazione per la conservazione dei cetacei (OCC) che sarebbe stata approvata all’unanimità ieri sera, prevede di tutelare le specie ma anche di rilanciare il turismo.

Nel testo viene sottolineato che “le acque territoriali e la zona economica esclusiva del’Uruguay sono state dichiarate santuario per le balene e i delfini al fine di preservarne la riproduzione e le migrazioni di queste specie minacciate”.
In base alla nuova legge saranno proibite le attività che minacciano di morte gli animali: banditi la caccia, la cattura, il possesso, il trasporto, l’aggressione e la commercializzazione delle specie presenti nelle acque territoriali del paese.

Soddisfazioni espresse dall’Occ che avrebbe sottolineato che il santuario sviluppato sulla totalità delle acque territoriali porta l’Uruguay a ruolo di capofila sul piano internazionale per la conservazione di questi specie, minacciate e vulnerabili”.

Come ricorda l’agenzia francese, nell’utlimo decennio in America latina si è sviluppato un forte turismo dedicato all’osservazione delle balene franco australi che tra il mese di luglio e ottobre si avvicinano alle coste dell’atlantico.
In totale, secondo l’OCC, vi sarebbero ben 26 specie tra cui balene, delfini francescani ma anche orche.
Sono già numerosi i santuari presenti in Sud America, in Brasile, Cile, Costa Rica, Mexico, Panama e Repubblica Domenicana, tanto che i paesi sudamericani membri del Gruppo di Buenos Aires che dal 2005 riunisce i paesi che proteggono i cetacei in seno alla Commissione baleniera internazionale (CBI), avrebbero proposto più volte di creare un santuario per i cetacei su tutta la superficie dell’Atlantico del Sud.

Redazione