Grecia, la troika “licenzia” anche gli atleti olimpionici

Fiaccola olimpica (Jamie McDonald/Getty Images)

Altra iniziativa choc del governo greco dopo la messa in vendita, sugli scaffali dei supermercati, di prodotti scaduti contrassegnati dalla dicitura “da consumarsi preferibilmente entro”. Il neo ministro delle Riforme, Kyriakos Mitsotakis, ha annunciato infatti che la troika, vale a dire Unione Europea, Bce e Fondo Monetario Internazionale, chiamati a tutelare l’economia del Paese ellenico, ha messo sotto osservazione la legge 2725/99.

Tale legge tutelava gli atleti che si erano distinti per meriti sportivi con un’assunzione presso un ente pubblico, a spese dallo Stato. Tra i tutelati, ovviamente, erano compresi coloro che ai Giochi Olimpici avevano conquistato una medaglia. L’abolizione di questa legge, dunque, prevede che anche coloro che sono stati assunti dallo Stato per meriti sportivi vengano inseriti nelle liste di mobilità come qualunque dipendente pubblico.

Sono circa novecento i campioni dello sport ad aver usufruito di questa legge, nei 14 anni dall’approvazione, e che rischiano di finire per 8 mesi in mobilità con lo stipendio ridotto all’80%, prima di essere, con tutta evidenza, licenziati definitivamente, a meno che non riescano a trovare una nuova occupazione.

A tutela dei campioni dello sport ellenico, si è schierata la sinistra radicale di Syriza, che ha sostenuto in una nota: “Noi siamo contro i tagli al pubblico impiego in assoluto. Ma i Campioni olimpici a maggior ragione sono dipendenti diversi dagli altri e questo è un modo di dividere gli atleti per far tacere le voci di dissenso”.

Redazione online