Nuovo naufragio: 34 vittime arrivate a Lampedusa. Arrestato scafista a Malta

Superstiti naufragio 11 ottobre a Malta (Getty images)

Non basteranno mai le parole per descrivere lo strazio del dramma che stanno vivendo in queste ore centinaia di persone che hanno tentato di trovare una vita migliore o di ricongungersi ai loro famigliari. Molti non ce l’hanno fatta e tra quelli che le autorità sono riusciti ad identificare resta solo una fotografia disposta sulla bara.
Le grida e la disperazione dei famigliari che a Lampedusa non sono stati avvertiti del trasferimento delle salme dei loro cari a Porto Empedocle sono come una lama affilata che penetra nei nostri cuori.

E se la rabbia e la disperazione hanno prevalso nei cuori dei famigliari delle vittime del naufragio del 3 ottobre nei pressi dell’Isola dei Conigli, giunti a Lampedusa per il riconoscimento dei 339 copri recuperati, i sentimenti di sconforto e d’impotenza permangono tra gli isolani ma anche tra i soccorritori che continuano senza sosta gli interventi di recupero e salvataggio.
Sono saliti a 363 i morti del naufragio del 3 ottobre con il recupero di altri corpi avvenuto ieri.

SBARCHI
Sono arrivati questa mattina 235 migranti soccorsi dal pattugliatore Lybra in 3 diverse operazioni compresi i 56 superstiti del naufragio dell’11 ottobre. Tra questi anche 14 persone tratte in salvo ieri dalla nave Espero della Marina militare: tra questi anche una donna al nono mese di gravidanza che è stata trasportata in elicottero a Lampedusa. Sempre ieri sono stati soccorsi e portati a bordo di nave Libra, della marina militare, 87 migranti (di cui 8 donne) che si trovavano a bordo di un gommone che aveva lanciato un Sos.

NUOVO NAUFRAGIO 11 OTTOBRE
Il bilancio delle vittime del nuovo naufragio è ancora incerto. 34 cadaveri recuperati dalle imbarcazioni italiane sono arrivati al porto di Lampdusa a bordo delle motovedette della Guardia Costiera e della Finanza.
Ma questa mattina la marina maltese ha comunicato di aver recuperato il cadavere di un bambino di 3 anni, disperso in mare nel nuovo naufragio di venerdì al largo di Lampedusa. Il corpo è stato trovato a circa 55 miglia sud est di Lampedusa.

Il bilancio di questa nuova tragedia si preannuncia funesto e potrebbe salire significamente secondo quanto i 146 superstiti hanno riferito all’Unhcr. Infatti, come riporta il quotidiano La Stampa, i sopravvissuti salvati venerdì pomeriggio a 60 miglia da Lampedusa parlano di 400 persone in viaggio sulla loro nave.
“I Libici ci hanno sparato addosso, uccidendo due di noi, quando ci hanno avvistati”, raccontano i testimoni.

Nel frattempo, le autorità maltesi che hanno tratto in salvo 143 persone hanno aperto un’inchiesta. Secondo le testimonianze raccolte dalle autorità maltesi,la sparatoria sulla nave sarebbe avvenuta poco prima che il barcone si capovolgesse. Secondo i racconti a sparare sarebbe stata una motovedetta libica.

FERMATO PRESUNTO SCAFISTA
Le autorità maltesi hanno anche comunicato di aver fermato un cittadino tunisino sospettato di essere lo scafista del barcone del nuovo naufragio avvenuto ieri nel canale di Sicilia. Secondo le indiscrezioni raccolte l’uomo è stato ricnonosciuto dalla maggior parte dei sopravvissuti trasferiti a Malta.

“Una mondializzazione dell’indiferrenza” secondo quanto ha detto il Papa. Mentre si attendono ancora altre vittime, restano a Lampedusa ancora 200 bare delle vittime del naufragio di immigrati del 3 ottobre al largo di Lampedusa, custodite nell’hangar dell’aeroporto dell’isola.

Redazione

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