Indagato l’ex brigadiere che ha accusato le autorità di sapere dove era segregato Aldo Moro

Il ritrovamento di Aldo Moro (Central Press/Getty Images)

Sono trascorsi 35 anni dall’uccisione di Aldo Moro e ancora la vicenda dell’assassinio del celebre statista della Dc per mano delle Brigate Rosse presenta numerosi punti oscuri. Le indagini su quanto successo a Roma in corrispondenza dei giorni del rapimento di Moro continuano e oggi è arrivata la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati di Giovanni Ladu, membro della Guardia di Finanza che sarebbe accusato di comportamento calunnioso.

L’indagine a carico di Ladu è stata avviata con una perquisizione dei carabinieri del Ros presso la sua abitazione. Gli inquirenti stanno al momento cercando di stabilire se l’ex brigadiere abbia detto il falso nelle dichiarazioni in cui ha accusato le autorità istituzionali al potere nel periodo di non aver consentito la liberazione di Moro nonostante, ha detto, si conoscesse il luogo in cui era recluso.

Ladu, originario di Carbonia, ha deposto in varie occasioni riguardo al caso, dato che, nell’aprile-maggio del 1978 si trovava di stanza nella capitale e faceva parte dlla sorveglianza attiva in via Montalcini. Stando a quanto riferito da Ladu – il quale per alcune testimonianze avrebbe usato anche il nome di copertura Oscar Puddu – nell’appartamento immediatamente sopra a quello in cui le Br tenevano prigioniero Moro sarebbe stato attivo un comando dei servizi segreti che intercettava informazioni e dialoghi. L’ex della Guardia di Finanza sarebbe venuto a conoscenza del fatto e lo ha poi riferito affermando che le autorità statali sapevano, ma non sarebbero volute intervenire per la liberazione.

 

Redazione online